Giovanna Petrenga nell’Assemblea dei parlamentari del Consiglio d’Europa

22 Gennaio 2023 - 10:19

CASERTA (g.g.) – Il Consiglio d’Europa è stato la prima istituzione di aggregazione nata nel Vecchio Continente dopo l’epilogo devastante della Seconda guerra mondiale.

La sua costituzione anticipò, infatti, di un paio d’anni la fondazione della Ceca, embrione della futura Unione Europea, concepito da Schumann, Jean Monnet, Adenauer e Alcide De Gasperi.

Il Consiglio d’Europa vide la luce nel 1949 in armonia con lo spirito che aveva dato impulso alla nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite o Onu che dir si voglia.

I costituenti della Ceca, partita ufficialmente nel 1951, avevano in testa il piano ambizioso (e mai realizzato) di fondare gli

Stati Uniti d’Europa.

Al grido di “mai più guerre, mai più atrocità, mai più campi di concentramento, mai più disprezzo dei più elementari diritti umani“. dieci Paesi si misero insieme per collegarsi, allo scopo di mettere in sicurezza e più di rafforzarle le loro identità democratiche prim’ancora dei loro ordinamenti.

Il Consiglio d’Europa, pur essendo insediato a Strasburgo, è una istituzione indipendente e senza alcun legame organizzativo e ordinamentale con l’Unione Europea.

Il

suo fiore all’occhiello è sicuramente rappresentato dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo, vero presidio di civiltà e di cultura umanistica e umanitaria, vero e attento gendarme di pace che, grazie ai poteri reali di giurisdizione delle sue sentenze, veglia su ogni possibile scivolamento illiberale e antidemocratico dei Paesi membri, il cui numero è cresciuto negli anni fino ad arrivare a 46, con inserimenti anche di entità geograficamente appartenenti all’Asia, ma con storiche e salde connessioni con il Vecchio Continente.

46 Paesi fino a quando, nel marzo scorso, il sinistro ritorno alla guerra di invasione, scatenata dall’inquietante bellicismo di Putin, ha provocato l’esclusione della Russia dal novero delle nazioni iscritte a questo club della democrazia, dei diritti umani e civili, della coesione sociale.

Contenuti dichiarati nei protocolli e nei trattati, quali motori operativi di competenze e funzioni certificate e legittimate dall’Assemblea dei parlamentari, organismo di impulso delle azioni a presidio dei diritti e della crescita del cemento sociale, su cui si fonda l’esistenza stessa del Consiglio d’Europa.

Dell’assemblea dei parlamentari fanno parte 18 senatori (nove effettivi e nove supplenti) e 18 deputati italiani, anche in questo caso in ragione di nove effettivi e nove supplenti. Per la prima volta, del Consiglio d’Europa, farà parte una parlamentare casertana.

Giovanna Petrenga è stata designata nei giorni scorsi dall’assemblea di Palazzo Madama, a rappresentare l’Italia nell’importante e autorevolissima istituzione di Strasburgo.

Un riconoscimento tutt’altro che ordinario, tutt’altro che simbolico, che testimonia, ancora una volta, ammesso e non concesso che ci sia ancora qualcuno che nutra ancora dubbi in proposito, l’alto grado di considerazione che Giorgia Meloni nutre, ormai da molti anni, nei confronti della senatrice casertana.