GLI APPALTI DI COLOMBIANO E PALMIERI. Lavori da 440 MILA EURO per le strade della PROVINCIA in mano a una micro società di VILLA LITERNO con 1.000€ di capitale sociale
2 Dicembre 2025 - 12:55
Anni e anni di battaglia di CasertaCe hanno prodotto le gare a 300 partecipanti. Ma il sistema delle imprese che porta sempre negli stessi comuni – il triangolo San Cipriano/Casapesenna/Casale – sa organizzarsi. 38% di ribasso universale e il dirigente Palmieri non si rende conto che è giunta l’ora di tirarsi definitivamente indietro da certe cose
CASERTA (g.g./l.v.r.) – Anni di lavoro e di denunce di CasertaCe hanno in pratica trasformato il lavoro di alcuni enti pubblici che abbiamo messo sotto i nostri riflettori che poi sono anche finiti all’interno di approfondimenti della polizia giudiziaria.
Tre casi su tutti: il comune di Aversa, la Cuc dell’area Nolana e l’amministrazione provinciale di Caserta. In molti articoli abbiamo segnalato un modus operandi poco chiaro. Queste tre stazioni appaltanti, per anni, hanno affidato gare d’appalto gestite in maniera a dir poco approssimativa.
Poche ditte partecipanti, ribassi da prefisso telefonico (3,31% e simili) e appalti aggiudicati spesso a società con un passato poco chiaro o con connessioni con famiglie e imprenditori di camorra.
All’articolo numero 1000, sia il comune normanno, sia la stazione gare nolana si sono trasformate, aprendo le proprie procedure a centinaia, a trecento ditte.
La provincia di Caserta, da qualche settimana, ha seguito la stessa linea, legata alla volontà del presidente eletto a luglio, l’amico fraterno di Giovanni Zannini, ovvero Anacleto Colombiano, sindaco di San Marcellino, di mostrare l’ente che guida come difensore della trasparenza e della legalità.
Considerando che la città che guida da sindaco ha spesso volentieri messo in piedi microgare con pochissimi partecipanti, la scelta di Colombiano di aprire gli appalti a 300 ditte ci pare più una decisione di facciata (clicca e leggi), visto che a nostro avviso le cose non sono cambiate.
E ciò lo affermiamo dopo aver letto l’aggiudicazione da 440 mila euro per i lavori di manutenzione straordinaria delle Provinciali 335 ponti sella valle e la ex Sannitica, la numero 337.
313 ditte hanno presentato un’offerta, tutte in un range tra il 33 e il 39%. E anche questa volta, l’ufficio Viabilità della provincia guidato su Gerardo Palmieri, per il quale faremo un discorso a parte, ha visto l’aggiudicazione di lavori con un ribasso del 38%, il 38,7064%. La stranezza riguarda la società aggiudicataria, come sempre.
Nulla cambia, quindi, alla Provincia di Caserta, nonostante le belle parole di Colombiano, perché un appalto da 440 mila euro in base d’asta, divenuti circa 273 con il ribasso, è finito nelle mani di una micro srl, una società semplificata con un solo dipendente, ovvero il proprietario, è 1000 euro di capitale sociale.
Si tratta della Pfb Group con sede in via Forlì, a Villa Literno, in una piccola stradina privata. Ottima casa per una microimpresa e non certo per un aggiudicataria di appalti da mezzo milione di euro. Strana anche la storia di questa società. La fonda nel 2018 il 39enne Carlo Caterino, il quale passa le quote nel 2022 poi a Giuseppina Pagano, nata 61 anni fa a Villa Literno.
Nello stesso periodo di proprietà della donna, diventa dipendente ed institore, ovvero colui che firma tutto in azienda, Raffaele Bianco, 45enne di San Cipriano d’Aversa, che dovrebbe essere un geometra, anche se non iscritto all’albo, secondo il registro ufficiale. Lo stesso Bianco, da gennaio 2025 è proprietario di tutte le quote e amministratore unico della PFB Group.
Ora, come diamine è possibile che una società con un solo dipendente possa gestire un appalto di queste dimensioni? Ha utilizzato il supporto, lo strumento dell’avvalimento con una società più grande? Oppure possiede tutti i requisiti di legge, seppur con un solo dipendente assunto, secondo quanto emerge al 30 giugno dai dati Inps.
Una piccola società, una srl semplificata, imprese che di solito nascono per aiutare giovane imprenditori o per strutture economiche minuscole, come negozi e simili, a Caserta e provincia, soprattutto nell’agro Aversano, hanno in mano appalti da milioni di euro.
E allora, presidente Colombiano, esclusi i numeri e le dichiarazioni di facciata, cos’è cambiato negli appalti della provincia? A nostro avviso assolutamente nulla. Restano procedure con finali discutibili, seppur legittimi. Ma, ripetendo un concetto già scritto in altre occasioni, non tutto ciò che è legale è anche giusto.
E all’ingegnere Gerardo Palmieri, indagato e archiviato nel caso dei presunti appalti pilotati da Giorgio Magliocca, chiediamo se, dopo aver parlato con la procura, aver spiegato quale sistema vigeva all’amministrazione provinciale, si sente a suo agio a tornare al settore Viabilità, avallando queste ed altre procedure che, nonostante la teorica apertura a 300 ditte, finiscono comunque a microimprese dell’agro Aversano? Se per lei va bene, amen. Poi, però, non si lamenti se la citiamo in questi articoli.
