Guai per il noto lido di C. VOLTURNO. I giudici “condannano” alla demolizione

11 Giugno 2026 - 15:50

CASTEL VOLTURNO – La terza sezione penale della corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso presentato da Pasquale Scotto Di Clemente, titolare del Lido Bellariva a Castel Volturno, avverso l’ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Con tale provvedimento, il tribunale sammaritano, in qualità di giudice dell’esecuzione, aveva dichiarato inammissibile l’istanza presentata dall’imprenditore finalizzata a ottenere la revoca dell’ingiunzione di demolizione.

A Di Clemente era stato ordinato di abbattere le opere abusive realizzate sul terreno demaniale dove sorge lo stabilimento balneare, situato in via Marina di Varcaturo. Nel ricorso alla Cassazione, il legale di Di Clemente ha sostenuto che il giudice dell’esecuzione non avrebbe tenuto conto di una relazione del Comune di Castel Volturno, secondo la quale le opere abusive all’interno dello stabilimento sarebbero state demolite, ad eccezione di un unico manufatto considerato adattabile perché strutturalmente connesso a un’altra opera già oggetto di condono edilizio.

Secondo la difesa, la dichiarazione di inammissibilità si sarebbe fondata su un errore percettivo che avrebbe dato luogo a un travisamento del dato probatorio. La Suprema Corte ha tuttavia ritenuto il ricorso infondato. I giudici hanno osservato che non vi è stata alcuna sanatoria delle opere abusive, poiché la mera pendenza del relativo procedimento amministrativo non è risolutiva. Inoltre, non è stata provata l’avvenuta eliminazione della quasi totalità degli interventi abusivi.

Al contrario, da un sopralluogo eseguito da un funzionario dell’ufficio urbanistica del Comune di Castel Volturno è emerso che l’ordine di demolizione non è stato ottemperato nella sua interezza, essendo rimasto integro il manufatto ubicato a sud-est. La Cassazione ha pertanto respinto il ricorso, confermando l’ordine di demolizione.