I NOMI. La moglie fa la “cassiera della droga”, lui prova a giustificare 60 MILA euro nascosti in casa: “sono regali di nozze e battesimo”
5 Maggio 2026 - 12:46
Tra le giustificazione fornite dall’uomo c’è stata anche la volontà di acquistare e ristrutturare un immobile con la cifra totalmente in contanti
SAN FELICE A CANCELLO – La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Biagio Biondillo contro il sequestro di circa 60mila euro in contanti rinvenuti nell’abitazione familiare, confermando così il provvedimento già disposto nell’ambito di un’inchiesta su un presunto traffico di droga di cui scrivemmo alla fine dello scorso anno (CLICCA E LEGGI). Il denaro era stato trovato nascosto all’interno della casa in un borsone sotto il letto della coppia e ritenuto dagli inquirenti compatibile con i proventi dell’attività illecita oggetto di indagine.
L’indagine coinvolge diversi membri dello stesso nucleo familiare. In particolare, al centro dell’attenzione degli investigatori c’è Eva Ester Turnacco, moglie del ricorrente, indicata come figura con un ruolo nella gestione e nella custodia delle somme di denaro ritenute provenienti dallo spaccio, praticamente una vera e propria “cassiera della droga”. Il contesto ricostruito dagli inquirenti descrive un sistema familiare in cui il denaro sarebbe stato movimentato e conservato all’interno dell’ambiente domestico. L’organizzazione risalirebbe alla famiglia della donna, con il fratello di quest’ultima con un ruolo centrale all’interno della gestione dello spaccio.
Secondo la difesa di Biondillo, invece, le somme sequestrate avrebbero una provenienza del tutto lecita. In particolare, si tratterebbe di denaro accumulato nel tempo attraverso risparmi personali e regali ricevuti in occasione di eventi familiari come matrimoni e battesimi. Sulla base di questa ricostruzione, il ricorrente sosteneva di essere l’unico effettivo proprietario delle somme, escludendo la moglie. Come ulteriore motivazione l’uomo ha dichiarato che quel denaro serviva per l’acquisto di un immobile da ristrutturare, ma essendo la cifra troppo alta per il limite di transazione in contanti imposto dalla legge, la motivazione è sembrata fallacea.
Nel ricorso veniva inoltre contestata la decisione del Tribunale del riesame di Napoli, ritenuta non sufficientemente motivata nella valutazione della documentazione prodotta dalla difesa. La Corte di Cassazione ha però escluso qualsiasi vizio di legittimità, ribadendo che in materia di sequestri è possibile intervenire solo in presenza di errori di diritto e non per una diversa lettura delle prove o dei fatti.
Nel confermare la decisione impugnata, i giudici hanno richiamato il quadro indiziario già emerso nelle indagini, in modo specifico quando si fa riferimento al reddito basso della coppia e qunidi altamente incongruente con la somma di denaro di cui sono stati trovati in possesso. Sono state inoltre considerate non risolutive le giustificazioni fornite dalla difesa, anche in ragione del momento in cui sono state presentate e della loro tenuta rispetto agli elementi complessivi del fascicolo.
Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile. Per Biagio Biondillo, oltre alla conferma del sequestro, è scattata anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma pari a 3mila euro in favore della Cassa delle ammende.
