IL NOME. Dipendente comunale casertano si frega 356 MILA EURO con i rimborsi. Sospeso e soldi sequestrati
21 Luglio 2026 - 13:36
SAN CIRPIANO D’AVERSA – Avrebbe percepito per anni rimborsi relativi a missioni di servizio che, secondo gli investigatori, non sarebbero mai state effettuate. È questa l’ipotesi su cui si basa l’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, che ha portato all’adozione di una misura cautelare nei confronti di Antonio Di Puorto, 65enne, dipendente del Comune di San Cipriano d’Aversa in convenzione con il Comune di Flumeri e residente nello stesso città dell’agro-aversano, in passato responsabile dell’area finanziaria anche nei Comuni di Flumeri e Rocca San Felice, in provincia di Avellino.
L’operazione è stata eseguita dai militari della Guardia di Finanza del Gruppo di Aversa, che hanno notificato all’indagato la sospensione dall’esercizio di pubblici uffici e servizi. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità economiche, finalizzato alla successiva confisca, per un importo complessivo pari a 356 mila e 586,45 euro.
L’indagine ipotizza i reati di peculato e falso ideologico in atto pubblico. Secondo l’accusa, Di Puorto avrebbe predisposto e fatto emettere mandati di pagamento riferiti a presunte trasferte di lavoro, attestando attività che in realtà non sarebbero mai state svolte. Gli importi sarebbero stati liquidati come rimborsi chilometrici e di viaggio senza la necessaria documentazione amministrativa prevista dalla normativa.
Dalle verifiche sarebbe inoltre emerso che i pagamenti venivano autorizzati in assenza dei prescritti provvedimenti di liquidazione e senza il preventivo impegno di spesa. Le somme, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero state imputate a un capitolo di bilancio destinato alle spese del segretario comunale, anziché a quello relativo al personale operante in convenzione.
Per gli inquirenti il presunto sistema sarebbe rimasto operativo per oltre un decennio. A renderlo possibile sarebbe stato anche il ruolo ricoperto da Di Puorto, che avrebbe gestito sia la fase di richiesta dei rimborsi sia quella della loro autorizzazione, in assenza di verifiche da parte di altri soggetti.
Le indagini della Guardia di Finanza hanno quantificato il presunto danno economico complessivo in 356.586,45 euro. Di questa somma, 342.527,47 euro sarebbero riferibili al Comune di Flumeri, mentre 14.058,98 euro riguarderebbero i Comuni di San Cipriano d’Aversa e Rocca San Felice. Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e le contestazioni dovranno essere valutate nel corso dell’iter giudiziario, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
