Il meccanico abusivo che nel garage aggiustava auto e moto a prezzi stracciati: DENUNCIA E SEQUESTRO
21 Febbraio 2026 - 10:48
SAN PRISCO – I carabinieri della stazione di San Prisco hanno scoperto e sequestrato un’officina meccanica completamente abusiva, nascosta nel piano interrato di un palazzo dove ai piani superiori ci sono appartamenti e negozi. Tre persone sono state denunciate per gravi violazioni delle norme ambientali.
L’attività illegale si svolgeva in uno spazio di circa trecento metri quadrati, attrezzato come carrozzeria e officina per riparare motorini e auto. All’interno, i militari hanno trovato trentadue motoveicoli, una Fiat Punto e tre telai, che sono stati sequestrati insieme all’intero locale.
Le condizioni in cui versava l’officina hanno subito messo in allarme gli investigatori per l’alto rischio di inquinamento. Un banco da lavoro e numerosi pezzi meccanici, molti dei quali sporchi d’olio e mai puliti, erano ammucchiati alla rinfusa dentro cassette di plastica bucate, del tutto inadatte a contenere liquidi usati. Al momento del controllo, l’olio colava ancora dalle cassette finendo sul pavimento. Oltre all’olio, sono stati trovati una quindicina di pneumatici fuori uso accatastati, due batterie esauste di motorini, una trentina di ingranaggi meccanici imbrattati d’olio, tre motori smontati in lavorazione e residui di vernici sparsi un po’ ovunque. Tutti questi materiali, per il loro stato e perché mai bonificati, sono stati classificati come rifiuti e in buona parte come rifiuti speciali pericolosi.
Al momento dell’arrivo dei carabinieri, nell’officina si stava verniciando. Il locale, privo di qualsiasi impianto di aspirazione, era pieno di esalazioni tossiche della vernice spruzzata. I fumi venivano immessi direttamente nell’aria senza alcuna autorizzazione, rappresentando un grave pericolo per la salute dei residenti del palazzo e per l’ambiente.
Le tre persone denunciate, due di Orta di Atella di 47 e 26 anni e un 21enne di Crispano, dovranno rispondere a vario titolo di gestione illecita di rifiuti, emissioni in atmosfera non autorizzate e scarico di acque reflue industriali senza permesso. L’intera area è stata posta sotto sequestro dalla magistratura.
