Il sindaco Lettieri insiste a dire sciocchezze nei nostri riguardi. E allora sa cosa gli rispondiamo? GRICIGNANO è un paese di camorristi, dove i clan continuano a comandare e condizionano la politica e le istituzioni locali
21 Maggio 2026 - 14:28
Qui sotto il video del sindaco Lettieri con le valutazioni nei nostri confronti. Lui vuole fare il furbo ma dimentica un particolare che finirà per alimentare una nostra narrazione totalmente libera e priva di condizionali, cosa che non potevamo fare precisamente l’anno scorso perché noi, prima di pensare agli interessi del giornale, siamo dalla parte dello Stato e ci preoccupiamo di non danneggiare indagini in corso da parte di organismi della polizia giudiziaria
GRICIGNANO D’AVERSA (Gianluigi Guarino) – Dice il falso il sindaco di Gricignano, Vittorio Lettieri, quando afferma che nei nostri articoli, che evidentemente non ha letto nella loro completezza e non ha incrociato – o forse non ha proprio letto, dato che in quel periodo si è anche assentato – che CasertaCe non ha evidenziato che il Comune di Gricignano aveva firmato le ordinanze di abbattimento delle case dei camorristi Tessitore e compagnia bruttissima.
Noi l’abbiamo scritto, ma per come abbiamo vissuto la nostra esperienza giornalistica in quel periodo, abbiamo sottolineato che quegli atti sono frutto di una vera e propria costrizione. I dirigenti dell’ufficio tecnico di Gricignano e forse anche il primo cittadino sarebbero finiti sicuramente nel registro degli indagati della DDA se, di fronte alle pesantissime indagini di polizia giudiziaria e ai primi ingressi degli uomini del commissariato di Aversa in quelle aree abusive, non avessero preso un provvedimento che hanno assunto solo perché avevano letteralmente il fiato sul collo da parte dello Stato, da parte della polizia che svolgeva quelle indagini.
Ora, siccome ci siamo anche stufati di questa attitudine del sindaco di Gricignano a fare la vittima innocente, abbiamo deciso di ritornare pesantemente sul pezzo.
E allora sindaco, la venga a fare con noi una bella video intervista. Però noi le domande le facciamo senza che lei le conosca già in partenza, come è giusto che sia. Le chiederemmo conto della relazione temporale tra gli ingressi, dalle verifiche fatte solo dalla Polizia di Stato e il momento in cui il Comune, letteralmente costretto, ripetiamo, ha dovuto svolgere quello che è un atto dovuto.
Anzi, diversamente smentisca questo mio articolo e allora la racconteremo sul serio questa volta senza più condizionali la storia di quelle case, la storia dei comportamenti turpi dell’ufficio tecnico di quel comune.
C’è troppa camorra a Gricignano e questa sta in strada molto di più di quanto non lo sia nel resto dell’agro aversano.
Pessima idea, da parte sua, quella di dichiararsi infastidito perché noi non avremmo messo in evidenza che cosa poi? Che il Comune, scoprendo improvvisamente il petto contro i Tessitore e contro tutta quella gente che poi era presente al matrimonio tra il nipote di Cicciotto ‘e Mezanotte con una parente dei Tessitore, con tanto di fuochi artificiali non autorizzati, celebrato da parte della consigliera comunale Antonella Oliva, figlia del costruttore Vincenzo Oliva che con la ditta Moro si è occupato dei lavori abusivi della famiglia di camorra, ha firmato le ordinanze di abbattimento?
Non l’abbiamo detto in questi termini semplicemente perché il Comune l’ha fatto con un cappio al collo.
E dato che il sindaco insiste e dice sciocchezze pure sulla ridicola e apparente procedura aperta in merito alla gestione della villa comunale, vinta dal suo amico Michele Scarano, nonché unico partecipante (ma a chi vuole prendere per il culo?), altra famiglia con esponenti che hanno appartenuto alla camorra, allora è il momento di sgranarlo il rosario in questo paese di camorristi.
Il titolo che leggete sopra è sicuramente una provocazione, sicuramente sarà criticato da qualche benpensante, ma quel benpensante proprio perché tale, “scrittore non votante” lo chiamava Samuele Bersani in una sua famosissima canzone, sa bene che abbiamo ragione.
