IL VIDEO E LE FOTO. Ecco i beni confiscati a Sandokan. Valore 1 MILIONE DI EURO
31 Marzo 2026 - 10:12
SANTA MARIA LA FOSSA – Importante risultato nella lotta alla criminalità organizzata nel casertano: la Corte di Appello di Napoli – Ottava Sezione Penale ha disposto la correzione del decreto di confisca n. 63/96, originariamente emesso il 14 febbraio 1996 e divenuto irrevocabile nel 1997, accogliendo un’istanza della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Il provvedimento riguarda la confisca definitiva di quattro terreni agricoli, per un’estensione complessiva di circa 15 ettari, facenti parte della nota “Tenuta Ferrandelle”, situata nel territorio di Santa Maria la Fossa. I beni risultano riconducibili a Francesco Schiavone, noto come “Sandokan”, storico capo clan.
Determinanti sono state le articolate indagini economico-patrimoniali condotte dalla Sezione Misure di Prevenzione del Gruppo Tutela Economia del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta. Gli accertamenti hanno consentito di individuare con precisione alcune particelle catastali che, attraverso operazioni di frazionamento, erano sfuggite al sequestro originario disposto nel 1996.
Questo meccanismo aveva di fatto permesso di sottrarre una parte dei terreni della Tenuta Ferrandelle alla confisca, nonostante il complesso agricolo fosse stato successivamente affidato alla società consortile Agrorinasce, impegnata nella gestione e valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Grazie all’intervento correttivo disposto dalla Corte, è stato possibile recuperare e restituire alla collettività oltre 15 dei 56 ettari complessivi riconducibili al patrimonio del clan Schiavone. I terreni ora definitivamente confiscati, situati sempre nel comune di Santa Maria la Fossa, hanno un valore stimato superiore al milione di euro.
L’operazione rappresenta un ulteriore segnale concreto dell’impegno delle istituzioni, e in particolare della Guardia di Finanza, nel contrasto alla criminalità organizzata anche sotto il profilo economico-finanziario. L’obiettivo resta quello di colpire i patrimoni illeciti accumulati dalle organizzazioni criminali, sottraendo risorse ai circuiti illegali e restituendole alla collettività per finalità di sviluppo e legalità.



