Juvecaseta in semifinale Orzinuovi è più fresca. Occorre la spinta dei due mila del PalaPiccolo

19 Maggio 2026 - 19:47

I lombardi hanno regolato per 3-0 la Luiss-Roma. Si comincia a Caserta dopo-domani sera, giovedì..

(GIUSEPPE CARUSONE) L’ostacolo Montecatini è superato, la Juve vince la bella al PalaPiccolo e chiude 3-2 una serie sfiancante. Nella serata di ieri ha funzionato tutto quello che doveva funzionare per fare in modo che il sogno bianconero non subisse un brusco e precoce risveglio. Il fattore campo è stato decisivo, il pubblico ha dato una spinta travolgente ai giocatori, rendendo l’impianto un autentico catino e, nonostante qualche battibecco con i 50 supporters toscani, tutto è filato liscio, anche grazie, ancora una volta in questa serie contro Montecatini, all’attenta supervisione del dottor Eduardo Manzella, responsabile SPP della società casertana.

La partita in sé è stata equilibrata solo nel primo quarto quanto Chinellato e compagni hanno iniziato di nuovo a fare danni alla difesa bianconera con i tiri da tre, ma la Juve ha tenuto botta e con un secondo quarto da urlo ha costruito lo strappo decisivo, chiudendo sul +14 all’intervallo lungo; alla ripresa dei giochi la Paperdì si è spinta fino al +25, dimostrando di fatto tutta la sua superiorità. In 4 partite su 5 di questa serie, Caserta ha confezionato un vantaggio superiore ai 15 punti a gare in corso, solo in gara 2 i bianconeri hanno dilapidato il +18 accumulato. Anche ieri in realtà, nel quarto periodo, rilassandosi fin troppo, complice anche un pubblico che già stava festeggiando sugli spalti, la Juve ha fatto riavvicinare gli ospiti. Nulla di preoccupante, Montecatini è rientrata a -9 a un solo minuto dalla fine. Il risultato era acquisito da un po’, certo è che non bisogna mai calare l’attenzione fino alla sirena finale, in vista di una semifinale che si preannuncia spettacolare ed estenuante.

Il finale di gara 5 recita 99-89 per gli uomini di coach Lardo. A funzionare ieri sul parquet sono state le due chiavi previste nell’analisi di tre giorni fa. La difesa asfissiante dei primi tre quarti ha fatto capire a tutti gli avversari, non solo a Montecatini, che quando Caserta difende forte, nessuno può nulla contro il muro bianconero che alzano Brambilla e compagni. L’altra chiave era l’innesco immediato dell’attacco bianconero: al 30’ minuto la Juve aveva collezionato già 87 punti. Una produzione offensiva impressionante che ha annichilito gli ospiti. Le sliding doors della partita sono state diverse: a metà secondo quarto, sul 37-31 Chinellato si invola in contropiede per schiacciare a canestro, quando Keller Ly-Lee lo rimonta e lo stoppa, mandando in visibilio il pubblico; è questo il primo segnale, in quanto il leader dei toscani da quel momento in poi inizia a perdere qualche certezza e ne risente sul piano del gioco, tornando a realizzare punti solo nel secondo tempo. A seguire, a pochi secondi dall’intervallo lungo, D’Argenzio infila due bombe tirando praticamente da casa sua e consente ai suoi di andare a riposo sul 59-45. Infine nel terzo periodo la forza propulsiva di un immenso Radunic e di un immortale Lo Biondo consentono di allungare oltre i 20 punti; ciliegina sulla torta è la tripla nosense di D’Argenzio a 12 minuti dalla fine che chiude virtualmente i giochi quando il punteggio recita 82-60.

Su Mimmo D’Argenzio va fatta una menzione speciale, perché il capitano nelle quattro gare precedenti è stato oggetto di discussione e qualche mugugno per non essere stato decisivo, perché ha sentito troppo la pressione e il peso della responsabilità. Ma ciò che differenzia un buon giocatore da un campione è esattamente il modo in cui reagisce nel momento decisivo. Ieri la gara era “vincere o tornare a casa”, ieri la partita era senza un domani, ieri contava più di tutte le altre situazioni. E ieri il capitano, il casertano, Mimmo D’Argenzio ha risposto presente. 34 punti, 5 triple una più assurda dell’altra, ognuna in ordine più decisiva della precedente. Avete presente quando al campione non entra neanche un tiro in tutta la partita e, a fine gara, mette a referto solo due punti ma sono i due punti dell’ultimo tiro che ti fa vincere la sfida? Ricordate Jumaine Jones in gara 3 delle semifinali scudetto a Milano nel 2010, quando sbagliò 5 triple su 5 e a 9 secondi dalla fine, mise l’unica bomba che contava davvero, quella della vittoria? A proposito, ieri era presente proprio il coach di quella magica squadra: l’indimenticato e amato Pino Sacripanti, una presenza fortunata che ha dato ancor più morale ai giocatori per portare a casa la serie. Insomma, tornando a D’Argenzio, il campione si vede nel momento cruciale e, nel momento cruciale, è stato il 10 casertano a trascinare la Juve alla vittoria, senza togliere meriti ai suoi compagni senza i quali non esisterebbe questo gruppo affiatato e forte, più forte di quanto sembri.

Montecatini era la peggior settima che la Juve potesse incrociare e così è stato. È servita la gara 5 per batterla, è servito essere spalle al muro per tirare fuori tutto il potenziale, e Caserta non ha tradito i tifosi e non ha tradito sé stessa. Ora subito la semifinale. Giovedì 21 maggio e sabato 23 maggio ci saranno gara 1 e gara 2 contro Orzinuovi. Già, Orzinuovi. I lombardi hanno liquidato con un secco 3-0 la Luiss Roma nei quarti di finale, senza nessun patema, due vittorie interne e quella in trasferta per chiudere la pratica con quattro giorni di anticipo e due gare in meno rispetto a Caserta. Orzinuovi è una squadra fisica, che gioca bene sia in area sia dal suo perimetro; è arrivata terza nel girone A ed è un’avversaria veramente tosta, ma d’altronde è una semifinale playoff, non poteva che essere altrimenti.

La JuveCaserta dovrà immediatamente tirare il fiato e recuperare forze ed energie perché gli opponenti sono più freschi e riposati e pronti a portare la serie a loro favore. Nelle difficoltà la Paperdì ha però sempre tirato fuori e mostrato il suo valore, come ieri e come tante altre volte quest’anno. Anche se non è certezza di successo e si è visto contro Montecatini, avere il fattore campo può fare tutta la differenza del mondo tra vincere e perdere, tra andare avanti e andare a casa. La Juve giocherà le prime due gare al PalaPiccolo, anzi nell’inferno del PalaPiccolo, per poi andare in Lombardia per gara 3 e l’eventuale gara 4; qualora servisse nuovamente la bella, essa avrebbe luogo ancora una volta a Caserta. La Paperdì ha questo vantaggio che può equilibrare la maggior freschezza di Orzinuovi, per il resto si tratta di una serie aperta a ogni scenario, una vera battaglia sportiva per raggiungere la finale playoff. E allora testa al primo atto, giovedì 21 alle 20:30 per la palla a due