LA DOMENICA DI DON GALEONE…

10 Maggio 2026 - 07:17

10 maggio 2026 ✶ VI domenica di Pasqua (A)

QUANTA VICINANZA IN QUESTA LONTANANZA!

In questo testo Gesù fa ai suoi discepoli una promessa: darà loro un «Difensore» che li accompagnerà e starà sempre dalla loro parte. Questo Difensore è lo «Spirito Santo» (Gv 14,26). Per parlare di questo «Difensore», il testo greco usa il termine παράκλητον / parákletov, che significa il «chiamato» (da qualcuno per qualcosa), inteso come l’«avvocato difensore» dei seguaci di Gesù. Questo sta a significare che i cristiani, se sono veramente seguaci di Gesù, avranno bisogno di un «avvocato difensore». Ebbene, chi ha bisogno di un avvocato perché lo difenda, è uno che sicuramente si metterà nei pasticci, che vivrà situazioni conflittuali ed avrà bisogno di un aiuto costante. Da questo si capisce, che la vita di chi prende sul serio il Vangelo sarà inevitabilmente una vita di contrasto con il «disordine» nel quale viviamo. Questo, evidentemente, è una sfida che fa paura. Ma è anche una luce di speranza per il futuro dell’umanità, perché solo persone di Spirito potranno imprimere una svolta nuova alla civiltà ed alla storia. Dice Gesù che questo Spirito “rimarrà con loro per sempre”. E questo dà piena sicurezza e serenità alla comunità cristiana. Il mondo ha un sistema di potere che è incompatibile con l’amore che si fa servizio. Gesù assicura – sta annunziando la sua morte! – “Non vi lascerò orfani: verrò da voi”. La sua non sarà un’assenza, ma una presenza ancora più intensa, anche se invisibile.

Ma com’è possibile tutto questo? Stiamo qui toccando il mistero della sua “Ascensione”, che approfondiremo domenica prossima. In un’interpretazione letterale, Gesù parte, scompare nel cielo, i credenti restano orfani; anche il cero pasquale viene spento, come se la luce di Gesù non brillasse più tra noi! Ma Gesù dice il contrario: Non vi lascio orfani. Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo (Mt 28,20). E allora? L’Ascensione non è uno spostamento astrofisico verso l’alto, ma un’estensione in potenza, in qualità, in efficacia, di Gesù, per riempire ogni cosa (Ef 4,10). Gesù è asceso al cielo, ma non in senso spaziale; non si tratta di un “moto ascensionale” in cielo, ma di una “estensione in amore”. Proprio perché Gesù è asceso, può ora raggiungere tutti e salvare ognuno. Ecco perché l’Ascensione è una festa: mentre prima Gesù-uomo poteva essere presente solo in Israele, parlare a pochi, ora invece Gesù-risorto può raggiungere e salvare tutti, grazie alla sua ubiquitante capacità salvifica. Bisogna smettere di parlare in termini di geografia astronomica, e iniziare a riconoscere questo Dio nascosto, ma presente dappertutto! Diventiamo credenti adulti! Gesù è molto più presente in questa sua assenza, e ci sollecita per il bene. Quanta “presenza” in questa “assenza” di Gesù! Buona Vita!