La morte del giovane carabiniere Giovanni Sparago: dopo i genitori, sentiti nei giorni scorsi in Procura, sarà ascoltato anche il fratello

11 Giugno 2026 - 10:10

Intanto ieri sono iniziate le operazioni relative all’analisi dei dispositivi informatici del giovane maresciallo

CASERTACE STA PER CAMBIARE PER SEMPRE: TE LO SPIEGA IL DIRETTORE GIANLUIGI GUARINO – CLICCA E GUARDA IL VIDEO

CURTI/SAN PRISCO – Dopo che nei giorni scorsi sono stati interrogati per diverse ore dal Pubblico Ministero del Tribunale di La Spezia, la dott.ssa Monica Burani, il padre e la madre del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago, ieri l’altro è stato interrogato il fratello di Giovanni, a nome Raffaele. Si presume che Raffaele, anch’egli militare dell’Arma dei Carabinieri, abbia riferito tutto quanto è a sua conoscenza sulla vita del fratello con il quale era anche lui in contatto telefonico continuamente. Sulle confidenze ricevute da lui ecc…

Per la cronaca il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Sparago si suicidò con la propria pistola di ordinanza presso il Comando Provinciale di La Spezia il 18 aprile scorso. Egli era in servizio come maresciallo in sott’ordine presso la Stazione Carabinieri di Borghetto Vara, paesino a pochi chilometri di La Spezia in Liguria ma era originario di Curti, aveva soli 25 anni e da 7 anni era in servizio nell’Arma. Massimo riserbo sul contenuto delle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dai genitori e ieri dal fratello Raffaele agli inquirente.
I genitori e il fratello di Giovanni potrebbero aver riferito al Pubblico Ministero fatti utili – per dare ulteriori spunti investigativi alle indagini – che se riscontrati, confermerebbero l’ipotesi delittuosa dell’ istigazione al suicidio a carico di persone note.


Intanto ieri sono iniziate le operazioni relative all’analisi dei dispositivi informatici di Giovanni Sparago : il suo smartphone, la sua Sim Card., il suo computer, il suo IPad. e le due sue chiavette USB.
Continueranno anche oggi da parte della dott.ssa Silvia Spallarossa di Genova nominata dal Pubblico Ministero.
La famiglia Sparago, assistiti dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, ha nominato consulente di parte il dott. Luca De Gregorio, esperto informatica di Napoli che sta assistendo di persona a tutte le operazioni.
Punto centrale della consulenza della Procura- come più volte detto – è quello di verificare se nei supporti informatici sequestrati vi siano chat, conversazioni, messaggi, files audio/video scambiati da Giovanni Sparago, da luglio 2025 fino al momento della sua morte. Verificare infine se vi siano riferimenti a gesti anticonservativi e/o a ingiurie, minacce, vessazioni di qualunque genere. Verificare, in particolare, tutti i contatti (chiamate, messaggi, etc.) avuti da Giovanni Sparago nel periodo 10-18 aprile 2026, evidenziando l’ultima attività effettuata il giorno 18 aprile.


Tutto ciò serve per risolvere l’interrogativo : suicidio o istigazione al suicidio? E se istigazione al suicidio chi sono i responsabili che hanno spinto Giovanni a compiere il gesto estremo?
Intanto presso i RIS Carabinieri di Parma sono terminati gli accertamenti sui residui di polvere da sparo sulle mani, sulle narici e sulle orecchie di Giovanni Sparago. Massimo riserbo sull’ esito degli accertamenti eseguiti dal Comandante dei RIS il Generale Matteo Donghi e del consulente balistico della famiglia Sparago, il dott. Paride Minervini di Siena nominato dagli avvocati Crisileo. Intanto a breve si conoscera’ l’esito dell’autopsia effettuata il 23 aprile scorso presso la Medicina Legale del capoluogo ligure. Non si esclude che a breve i genitori saranno sentiti di nuovo dal Pubblico Ministero che sta seguendo le indagini.