MACRICO. La Fondazione Casa Fratelli Tutti ETS e il grande inganno del consenso…
24 Aprile 2026 - 17:51
Caserta (pm) – Come abbiamo già evidenziato in altre occasioni, la Curia e per essa l’Istituto Sostentamento del Clero di Caserta usa muoversi in un clima di segreto, di massimo riserbo per coltivare i propri piani, volti ad ottenere, da ultimo, il finanziamento regionale di 15 milioni di euro per l’ex-Macrico. Per tutti gli aspetti più rilevanti e sensibili non lascia trapelare nulla. Per il resto utilizza un canale di comunicazione pubblico delle cose già decise e fatte. Per noi, una sorta di trasparenza di facciata, se così si può dire. E’ di solo qualche settimana la nostra scoperta che l’ente diocesano è stato autorizzato dalla competente Commissione Regionale per i beni culturali alla vendita di una porzione dell’area. Perché e percome, non è dato conoscere. Lo sapremo all’annuncio, se di grazia.

Diversamente, si usano “trombe e tamburi” per le notizie e le iniziative ritenute utili alla causa dell’ex-Macrico come “parco spurio” che gli uffici vescovili intendono realizzare. Spurio nel senso di un parco solo in apparenza, poiché ne viene tradita la condizione naturale per dare priorità a un progetto di strutture di forte impatto urbanistico con relativi apparati, comprensibile solo nell’ottica di un ritorno economico e sociale del bene. Perché questo è quello che -secondo noi e non solo – si ha in mente da quelle parti. È un poco come se, paradossalmente, degli animalisti prediligessero uno zoo con gli animali in cattività rispetto a una riserva naturale.
In nome di un’ecologia sostanzialmente tradita, la Fondazione Casa Fratelli Tutti ETS — ente gestore dell’ex-Macrico, ribattezzato “Campo Laudato Si’’” — sta arruolando soggetti dalle ispirazioni più disparate. L’obiettivo evidente è vantare un presunto ampio consenso pubblico da far valere in sede politica, affinché il presidente della Regione, Roberto Fico, sia indotto a concedere il finanziamento e a consentire al progetto perché Caserta lo vorrebbe.
Della “brigata” fanno parte alcune associazioni transfughe del Comitato Macrico Verde convertite alle ingenti volumetrie che si vorrebbero ripristinare nell’area e nel miraggio di possibili cogestioni, altre ispirate all’ideologia dell’ ”insiemismo sociale” che operano intercettando finanziamenti pubblici per interventi di assistenza e sostegno ed ancora club, gruppi di interessi e di discipline comuni come associazioni di ciclismo, di yoga, di cinofili e così via. Ognuno vagheggia il proprio parco, purché configurato su misura delle proprie attività. Se poi a questo scopo serve consentire alla diocesi, per l’ottenimento dei fondi regionali, la infrastrutturazione di lotti di terreno più o meno estesi e la rigenerazione degli edifici esistenti poco male.
C’è poi il capitolo della didattica per i ragazzi, con l’affare delle gite scolastiche (speriamo che si tratti di una notizia infondata, ma abbiamo saputo di gite alla Reggia di Caserta di scuole della regione al costo di 150 euro ad alunno). Si parla di un parco della biodiversità come luogo “musealizzato” dedicato all’apprendimento. L’idea, più che banale in qualsiasi altro contesto e che ha persino l’avallo dell’università, evidentemente non meglio impegnata, non spiega tuttavia che cosa ci sia di meglio della natura tal quale, secondo come si presenza e si sviluppa liberamente, per cogliere la varietà biologica e la sua bellezza. Ed è singolare che a Caserta non vi sia un solo accademico ambientalista che propenda, al contrario, per l’istituzione di un’area protetta, quasi una riserva florofaunistica.
E non è finita. Da qualche tempo si è aggiunto il settore dell’intrattenimento, più o meno a pagamento. L’anno scorso fu il From Caserta, quest’anno sarà il From Village (la cui inaugurazione è prevista oggi, in cui si mangia, si beve e si suona), ma la sostanza non cambia: una serie di manifestazioni ed eventi a scopo d’impresa in un contesto ambientale privilegiato, all’interno di una Caserta ormai nella morsa del cemento. Si tratta di una riedizione di quanto già accaduto al Parco Maria Carolina, dove l’accesso a iniziative per bambini, come ad esempio Fuori di Zucca o Living Dinosaurs, richiedeva famiglie quasi benestanti, dati i costi elevati dei biglietti d’ingresso.

Pare che questa ultima iniziativa sia destinata a durare nei mesi prossimi. Quanto questo sia compatibile con il fatto che l’area impegnata non abbia ancora una destinazione urbanistica, ma che venga utilizzata come se l’avesse e neppure saltuariamente ma in via stabile, ossia come luogo di spettacoli e di pubblico ritrovo, non sapremmo dire. E non sono in ballo questioni legate agli oneri fiscali verso il comune e per il pubblico commercio nonché alla turbativa della concorrenza con gli esercizi pubblici similari?
Gli interessi in gioco spingono poi alla estemporaneità per compiacere al gruppo di interessi del momento. L’altro giorno, un’associazione cittadina ha voluto piantare, nella zona della stele superstite dei caduti, una serie di ulivi, anche se ancora non si sa quale sarà il destino del compendio terriero. Certamente sarà stato fatto con le più commendevoli ragioni. Ma ha senso patrocinare iniziative all’impronta per le giacche dell’uno o dell’altro?
Ora, capiamoci bene. Che la curia, in quanto proprietaria, ci voglia fare quello che vuole del Macrico, non ci piove. E che gli vadano dietro quanti ci vedano nei suoi progetti occasioni di guadagno, di incarichi e di tornaconto politico rientra nell’ordine delle cose.
Ma poi c’è l’interesse pubblico. In una città defraudata del verde per gli interessi della lobby dei costruttori, dall’indice del clima tra i peggiori del paese (specie per i fenomeni di surriscaldamento e delle ondate di calore) non sarebbe indispensabile un parco di verde integrale, specie sotto forma della “foresta urbana”, la quale costituirebbe uno dei pochi ed attrattivi esempi campani in una Regione dal consumo del suolo abnorme? Senza contare l’enorme risparmio di fondi pubblici rispetto ai progetti attuali. Caserta, con tale scelta lungimirante, si avvierebbe a tornare tra le città civili. Per il divertimento ed i parchi giochi ci sono mille altre occasioni che non quella di svilire e sfregiare irrimediabilmente l’ex- Macrico.
IL MANIFESTO DEL CONVEGNO DEL PROSSIMO 3 MAGGIO AL CAMPO LAUDATO SI’ SEMBRA TRADIRE UN LAPSUS DELL’AUTORE: LA RAPPRESENTAZIONE DELL’AREA CON UNA PREVALENZA DEL CEMENTO SUL VERDE, FEDELE ALLE VOLUMETRIE CHE I PROGETTI DIOCESANI VORREBBERO RIPRISTINARE.

