MAZZETTE ALL’ISPETTORE DI POLIZIA per entrare nella lista antimafia degli appalti: scatta il sequestro, tra i beni 2 Audi, 4 Rolex e un cavallo
12 Giugno 2026 - 11:35
Per gli inquirenti ha chiesto a imprenditori somme di denaro di vario importo per assicurare loro l’inserimento alla permanenza in questa lista delle imprese ‘pulite’, non a rischio infiltrazioni della mafia
AVERSA/CASERTA – Nel corso della mattinata odierna gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di un appartenente alla Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Caserta, già coinvolto in una precedente inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli Nord.
Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura, rappresenta un ulteriore sviluppo dell’indagine che aveva già portato all’emissione di una misura cautelare nei confronti di Andrea Garofalo finito in manette insieme al commercialista Domenico D’Agostino, per gli inquirenti i due avevano messo in piedi un sistema rodato di estorsioni ai danni di imprenditori del settore edile e del calcestruzzo, già provati in passato dalle pressioni del clan dei Casalesi, per le ipotesi di reato di concussione e rivelazione di segreti d’uffici
Gli investigatori hanno proceduto al sequestro di numerosi beni ritenuti riconducibili all’indagato. Tra questi figurano immobili, due autovetture di valore – un’Audi A1 e un’Audi Q5 – oltre a quattro orologi Rolex e persino un cavallo. Il valore complessivo dei beni sottoposti a vincolo giudiziario supera i 200 mila euro.
L’operazione è stata eseguita nell’ambito di accertamenti patrimoniali finalizzati a verificare la provenienza delle disponibilità economiche riconducibili all’indagato e ad assicurare eventuali somme ritenute profitto dei reati contestati.
Il sequestro preventivo costituisce una misura cautelare reale che mira a impedire la dispersione o l’alienazione dei beni durante il corso del procedimento giudiziario. Saranno ora gli ulteriori approfondimenti investigativi e l’eventuale sviluppo del processo a chiarire la posizione dell’agente e la natura delle risorse economiche finite sotto la lente degli inquirenti.
L’attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord ed eseguita da personale della Polizia di Stato, che continua a svolgere gli accertamenti collegati alla vicenda.
