MONDRAGONE. SCANDALO VIGILI URBANI. La poliziotta parla in aula e accusa Bonuglia. “Aggredita e minacciata, spesso ubriaco”. E sul comandante della stazione dei carabinieri…

14 Aprile 2026 - 09:48

MONDRAGONE – Si è svolta dinanzi alla seconda sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dalla giudice Rosetta Stravino, l’audizione del luogotenente Filomena Nugnes, in servizio presso il comando della polizia municipale di Mondragone per oltre vent’anni. La donna ha testimoniato nel processo a carico di David Bonuglia, ex comandante della stessa forza di polizia, attualmente agli arresti domiciliari con accuse che includono corruzione, concussione, peculato, falso e violenza privata.

Secondo quanto riferito dalla teste, l’episodio centrale della violenza fisica sarebbe avvenuto all’interno del comando, dopo una breve celebrazione per il cinquantesimo compleanno di una collega. Nugnes ha dichiarato di aver avviato una discussione con Bonuglia in merito alla distribuzione dei servizi, contestando quella che a suo avviso era una disparità di trattamento tra i colleghi assunti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato. In particolare, due colleghe con contratto a termine sarebbero state stabilmente in ufficio con il comandante, anziché essere assegnate alla viabilità come previsto dalle loro mansioni.

IL RACCONTO DELL’AGGRESSIONE

La risposta di Bonuglia, ha raccontato Nugnes, è stata una spinta percepita come carica di odio. La donna è caduta all’indietro, urtando con il gomito sinistro contro il davanzale di una finestra. Alcuni colleghi l’hanno soccorsa, mentre altri hanno trascinato via Bonuglia nel corridoio. Secondo quanto riferito dai presenti, il comandante avrebbe estratto la pistola di servizio, minacciandola e ingiuriandola, ma la testimone ha precisato di non aver visto personalmente l’arma.

Nugnes è stata successivamente portata in ospedale, dove ha ricevuto tre giorni di prognosi. Ai medici del pronto soccorso ha dichiarato di essere caduta accidentalmente, per paura di ritorsioni. Ha aggiunto di essersi sentita sola e sconvolta, e di aver raccontato la verità solo quando è stata ascoltata dai carabinieri.

Nei giorni successivi all’episodio, la teste è stata convocata dall’amministrazione comunale di Mondragone, in particolare dall’ex sindaco Virgilio Pacifico e dal vice (ora sindaco) Francesco Lavanga. Secondo la sua ricostruzione, la vicenda fu trattata con superficialità e l’impressione fu che la colpa venisse attribuita a lei piuttosto che al comandante.

Nugnes ha descritto un cambiamento nel comportamento di Bonuglia a partire dall’arrivo di nuovi colleghi assunti con concorso nel 2021. Fino a quel momento, il comandante si sarebbe mostrato corretto nei confronti del personale a tempo indeterminato; successivamente sarebbero iniziate le disparità di trattamento.

Le ritorsioni, ha spiegato, sono iniziate dopo la scadenza dei termini per presentare querela per l’episodio della spinta. A distanza di un mese l’una dall’altra sono arrivate note di demerito e successivi provvedimenti disciplinari. La teste ha sporto denuncia ritenendo quei provvedimenti ingiusti e dannosi per la sua carriera, anche in termini economici. Non ha presentato ricorso perché, ha dichiarato, il comandante era protetto dall’amministrazione e sarebbe stato inutile rivolgersi alla commissione disciplinare. Ha quindi denunciato direttamente in Procura.

“BONUGLIA SEMPRE UBRIACO”

Nugnes ha inoltre riferito che Bonuglia ha presentato denunce a sua volta nei suoi confronti, sostenendo che avrebbe apposto la sua firma senza autorizzazione su 69 autorizzazioni per la circolazione e per contrassegni per invalidi. Secondo la teste, il comandante firmava gli atti che gli venivano sottoposti ma successivamente negava, anche a causa di uno stato di non lucidità.

La donna ha descritto le condizioni del comandante nel pomeriggio, affermando che non era possibile parlargli perché era ubriaco quasi tutti i giorni. Ha dichiarato che puzzava di alcol, era aggressivo, rientrava al comando insultando il personale con frasi come “voi non siete un cazzo, non valete un cazzo, non capite niente”. I colleghi, ha aggiunto, erano costretti a chiudersi in ufficio per evitare i suoi sfoghi.

Tra gli episodi di vessazione raccontati, Nugnes ha citato un’occasione in cui, mentre usciva dall’ufficio verbali per depositare dei faldoni, sentì Bonuglia dire a un collega di averla “pomiciata”. Chiese spiegazioni, ma il comandante fece finta di ignorarla. La testimone si sentì male fisicamente e chiamò l’ambulanza. Bonuglia, secondo il suo racconto, non volle far entrare i sanitari nel cortile del comando, ma questi riuscirono comunque a passare. Il comandante pretese poi di assistere alla visita medica. Anche in quella circostanza, Nugnes inviò una lettera alla commissione disciplinare, rimasta senza seguito.

L’ALLOGGIO ABUSIVO SCOPERTO DA CASERTACE E I RAPORTI CON L’EX COMANDANTE DEI CARABINIERI

Un capitolo a parte ha riguardato l’alloggio abusivo dell’ex comandante, di cui tanto scrivemmo su CasertaCe – clicca e leggi. Quando il comando aveva sede in piazza Umberto I, Bonuglia abitava in case in affitto trovate tramite il consigliere comunale Marco Pacifico e il consigliere Marcello Buonodono. Secondo quanto riferito dai colleghi, non era lui a pagare la pigione. Con il trasferimento nella nuova sede di via Duca degli Abruzzi, Bonuglia si è trasferito arbitrariamente nei locali del comando, ricavando un’abitazione al primo piano. Ha creato un accesso tramite una porta in cartongesso di cui solo lui aveva le chiavi, ha acquistato una cucina e una camera da letto. La cucina, secondo la testimone, sarebbe stata regalata dall’imprenditore Verazzo, lo stesso che ha realizzato la parete in cartongesso e alcuni dossi artificiali sulla Domiziana per conto del comune, risultato affidatario di numerosi appalti comunali senza aver mai vinto un bando. Il bagno privato è stato ricavato da una stanza destinata a spogliatoi che di fatto non sono mai stati realizzati.

Nugnes e i colleghi hanno denunciato l’abuso. Dopo una riunione con il sindaco Pacifico, che non li ascoltò, ricevettero un provvedimento disciplinare. Successivamente, a seguito della denuncia, il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, Salvatore Catanzano, emise un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi. Bonuglia, insieme a due colleghi dell’ufficio edilizia (Piazza e Papa), effettuò un sopralluogo e verbalizzò l’avvenuto ripristino, allegando foto della cucina e della camera da letto rimosse. Dai successivi accertamenti dei carabinieri emerse che nulla era stato rimosso. Bonuglia, ha concluso la teste, non ha mai lasciato l’alloggio.

Infine, Nugnes ha parlato dei rapporti tra Bonuglia e l’ex comandante della stazione dei carabinieri di Mondragone, Fabrizio Di Battista, oggetto di un’altra branca della stessa indagine. Secondo la testimone, Bonuglia era sempre informato su ciò che lei e i colleghi facevano all’interno della caserma dei carabinieri, nonché sulle loro convocazioni da parte di altri corpi di polizia. Quando chiedevano ai carabinieri come fare per evitare che il comandante scoprisse la loro presenza in caserma, non ricevevano risposta. Di Battista, ha affermato, era amico di Bonuglia e frequentava spesso il comando di polizia locale.