MONNEZZA & CAMORRA. I 20 giorni in cui Giovanni Zannini riesce a far fare asso pigliatutto negli appalti dei rifiuti all’impresa di riferimento della famiglia Capaldo-Zagaria
31 Marzo 2026 - 19:03
Di tutto quello che succede nelle 48 ore tra il 5 e il 7 agosto 2019 continueremo a scrivere domani mattina, mercoledì nella seconda puntata che definisce le relazioni tra il consigliere regionale, il comune di san Marcellino e tutto ciò che da quelle parti lo collega agli affari partendo da quelli riguardanti i rifiuti, un mondo che il consigliere regionale dopo la riconferma con ben 21mila voti di preferenze ottiene a settembre del 2020, si cuce letteralmente addosso, chiedendo ed ottenne dal governatore De Luca e a Fulvio Bonavitacola non a caso assessore al ramo, la presidenza della commissione ambiente e rifiuti del consiglio regionale
MONDRAGONE – (g.g.) Domani mattina racconteremo nel dettaglio, nella seconda puntata da noi dedicata alle evidenti convergenze politico affaristiche tra San Marcellino e Mondragone tutto ciò che di incredibile succede tra i il 5 agosto 2019 e il 7 agosto successivo. 48 ore che già descrivono in quale stato di perdizione sia arrivato il consigliere regionale Giovanni Zannini che muove affari con grande facilità facendo giorni in due giorni la Senesi e mettendoci al suo poso Isola Verde Ecologia o Isvec che dir si voglia grazie ad un accordo nel quale il patron formale di questa azienda ossia l’ex venditore di mozzarelle di Barano di Ischia, Ivano Balestriere, non svolge certo una funzione di protagonista visto che tutto ciò che avviene di importante, di decisivo viene deciso sull’asse formato da Giovanni Zannini e da Franco Lombardi che secondo i magistrati della DDA, avallati dalla lettura dei fatti operata nella sua ordinanza, quella dei 23 arresti e dei 43 indagati complessivi , dal gip del tribunale di Napoli Fabio Provvisier, era un prestanome, in realtà un plenipotenziario commerciale della famiglia Capaldo-Zagaria la quale stando a ciò che abbiamo letto sembrava controllare la Isvec molto di più di quanto non la controllasse l’ex venditore di mozzarelle ischitano, Ivano Balestriere, legale rappresentante aziendale.
Per quanto riguarda oggi pomeriggio sviluppiamo la coda di una vicenda fondata sul decreto che il gip bolla come illegale, con cui il l’allora sindaco di Mondragone, Virgilio Pacifico, autentica controfigura di Giovanni Zannini mette alla porta la Senesi e attribuisce la gestione piena dei rifiuti nella località rivierasca all’impresa Lombardi-Capaldo Zagaria- Balestriere
C’è da discutere infatti anche su altri affidamenti che potremmo definire laterali. Uno di questi riguarda il trattamento degli abiti usati. Il contatto avviene tra il citatissimo Franco Lombardi e Gregorio Cennamo, titolare del Pezzamificio G&B in pratica un centro di produzione di tessuti ad esempio cascame di cotone.
Lombardi dice a Cennamo di inviare subito attraverso lo strumento della Pec una manifestazione di interesse al Comune di Mondragone, da redigere in maniera molto semplice, essenziale, in modo che già dalla settimana successiva l’operazione di posizionamento dei cassonetti di raccolta si sarebbe potuta attuare in men che non si dica. Il giorno in cui avviene la comunicazione tra Lombardi e Cennamo è il 14 agosto. Dunque sono passati solo 7 giorni dal blitz effettuato con l’ordinanza illegale firmata dal sindaco Pacifico dopo un vistoso, evidente, intervento diretto fatto da Zannini subito dopo che questo ha preso accordi con Franco Lombardi il quale senza mezzi termini si impegna con lui a raccattargli più voti possibili per le elezioni regionali che si sarebbero svolte di li a poco più di un anno ma che loro ritenevano già fissate per il maggio successivo, cioè 8 mesi dopo perché al tempo non potevano certo sapere che di li a qualche mese sarebbe esplosa la pandemia Covid per effetto della quale le elezioni furono rinviate dalla tarda primavera del 2020 al 20 settembre successivo.
Scavalliamo il Ferragosto e arriviamo al giorno 16 quando Franco Lombardi contatta l’allora assessore all’ambiente e ai rifiuti di allora del Comune di Mondragone, ovviamente un super fedelissimo di Zannini, vale a dire Antonio Federico che materialmente avrebbe dovuto ricevere e assorbire la Pec inviata dall’impresa di Cennamo. Solo convenevoli giusto perché l’assessore prendesse coscienza, visualizzasse quella Pec nel caso in cui non l’avesse ancora fatto
Evidentemente quando passano altri tre giorni e si arriva al 19 agosto il contatto di Franco Lombardi con Antonio Federico è meno formale, più concreto. Parlano dei cassonetti di raccolta degli abiti usati, si danno un ulteriore appuntamento che probabilmente avviene in modo tale da non consentire agli investigatori di captarlo o attraverso una telefonata o attraverso l’incrocio delle celle telefoniche in un quadrante di territorio delimitato
Non si capisce se sia sorta una difficoltà, fatto sta che la partita coinvolge i vertici dei due enti. Quello privato di Isvec costituito da Lombardi e quello pubblico, cioè il Comune di Mondragone in tutta evidenza rappresentato da Zannini al di la degli aspetti formali che non lo vedono recitare alcun ruolo quando in realtà, come sanno anche le pietre a Mondragone e come questo giornale ha dimostrato almeno un migliaio di volte è proprio lui, cioè Zannini, che tutto definisce e tutto dispone in quel Comune in special modo quando c’è da attivare i centri di spesa direzionandoli verso beneficiari che lui e solo lui ha deciso in un meccanismo non chiaro, ma facilmente immaginabile che quantomeno riguarda un pregnante e strutturale voto di scambio
Però anche in questo caso i carabinieri attivi nella zona in cui avviene l’incontro tra i due, sono quelli dei ROS, si fanno come si suol dire, sgamare. D’altronde sia Franco Lombardi che Giovanni Zannini hanno l’occhio lungo al riguardo come lo possono avere solo quelli che discutono di fatti inconfessabili, che hanno qualcosa da temere, perché chi non ha nulla da nascondere non teme né le intercettazioni telefoniche, né i pedinamenti da parte delle forze dell’ordine, ordinati dai pubblici ministeri di una qualsiasi Procura.
Zannini e Franco Lombardi si agitano un po’. Ad innervosirsi è soprattutto il prestanome e rappresentante commerciale dei Capaldo – Zagaria mentre in consigliere regionale sin da allora cioè sin dal 2019 sa di essere oggetto dell’attenzione della magistratura e della polizia giudiziaria. Da allora in poi Zanini, ovviamente, modifica del tutto il suo atteggiamento dialettico rispetto a Franco Lombardi che considera un interlocutore bruciato almeno per quel che riguarda i contatti più agevoli sia di tipo telefonico sia di tipo fisico-materiale. Lo sa nel 2019, lo sa nel 2020 e lo saprà a maggior ragione anche negli anni successivi mostrando sempre grande sicurezza, quella sicurezza che solamente chi si trova perfettamente a suo agio dentro alle trame nebulose, opache che collegano la politica ai grandi affari può tranquillamente sopportare prendendo sonno ogni notte
Poi ci sono certe protezioni che arriveranno negli anni successivi da parte di organi istituzionali, anche inquirenti, che lo tranquillizzano ancora di più.
Ma questa è un’altra storia che abbiamo già cominciato a raccontare e che siamo fermamente determinati ad approfondire ulteriormente.
