OSPEDALE DI CASERTA. Morto un paziente, l’ospedale pagò 250 mila euro agli eredi. Ora rimborsa quasi 10mila euro di spese legali a un medico assolto nel processo penale

8 Luglio 2026 - 18:40

In seguito al decesso di un paziente avvenuto il 16 aprile 2020 all’interno dell’ospedale casertano

CASERTA – Prima il risarcimento civile agli eredi del paziente deceduto, poi l’assoluzione in sede penale e, adesso, il rimborso delle spese legali sostenute da uno dei medici coinvolti nell’inchiesta.

È la vicenda ricostruita in una determina della UOC Affari Legali dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, con la quale viene autorizzata la liquidazione di 9.817,13 euro in favore dell’ex dirigente medico identificato con le iniziali F.C., per le spese sostenute nella propria difesa nel procedimento penale n. 1589/2021, aperto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere in seguito al decesso di un paziente avvenuto il 16 aprile 2020 all’interno dell’ospedale casertano.

Il procedimento penale si è concluso con la sentenza n. 1841 del 13 maggio 2026, con la quale il Tribunale ha assolto gli imputati, F.C. e un secondo sanitario indicato con le iniziali N.P., con la formula piena “perché il fatto non sussiste“.

La vicenda, però, aveva già avuto un importante sviluppo sul piano civile.

Dagli atti emerge infatti che gli eredi del paziente avevano promosso un’azione risarcitoria nei confronti dell’Azienda ospedaliera. Quel contenzioso si è concluso il 28 aprile 2023 con una transazione da 250mila euro.

Di questa somma, 78.198,22 euro sono stati sostenuti direttamente dall’Azienda ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano, mentre la restante parte è stata coperta dalla compagnia assicuratrice AM Trust Assicurazioni Spa, in forza della polizza allora vigente.

Un passaggio particolarmente significativo della determina riguarda proprio il rapporto tra il giudizio civile e quello penale.

Il regolamento aziendale sul patrocinio legale, infatti, prevede normalmente che non possano essere rimborsate le spese legali ai dipendenti quando l’Azienda venga condannata o risarcisca un danno civile per fatti attribuiti agli stessi, anche nel caso in cui questi vengano successivamente assolti in sede penale.

Per questo motivo gli uffici dell’Area Legale hanno svolto un’istruttoria approfondita, esaminando anche la consulenza tecnica depositata nel giudizio civile.

Secondo tale relazione, richiamata nella determina, non emergerebbero criticità nella condotta professionale del dottor F.C.. Al contrario, i consulenti evidenziano come il medico, dopo aver preso atto delle indicazioni ricevute dalla specialista nefrologa consultata per il grave squilibrio metabolico del paziente, non avrebbe potuto fare altro che proseguire la terapia già in corso e assistere il paziente durante il successivo arresto cardiocircolatorio.

Proprio questa valutazione ha consentito all’Azienda di ritenere insussistenti profili di responsabilità personale a carico del sanitario e, di conseguenza, di superare la causa ostativa prevista dal regolamento interno, autorizzando il rimborso delle spese di difesa.

L’importo liquidato ammonta complessivamente a 9.817,13 euro, corrispondente alla fattura presentata dall’avvocato Angelo Rossi, legale scelto dal medico sin dall’avvio dell’indagine.

La parcella comprende tutte le fasi del procedimento penale: indagini preliminari, indagini difensive, udienza davanti al Gip e giudizio davanti al Tribunale monocratico. Gli importi sono stati calcolati, precisa la determina, applicando i valori medi previsti dal D.M. 147/2022, ridotti del 40%, come stabilisce il regolamento aziendale sul patrocinio legale.

L’Azienda ha inoltre precisato che eventuali ulteriori compensi richiesti dal professionista resteranno esclusivamente a carico dell’ex dipendente, cessato dal servizio il 31 agosto 2023.

La determina è stata firmata dal direttore della UOC Affari Legali, Domenico Sorrentino, e dispone il pagamento della somma mediante imputazione al conto economico destinato agli oneri da cause civili.