CASERTA. Ricorso raffazzonato, irricevibile e illegittimo. Su Ponteselice il comune vince facile al Tar

CASERTA (g.g) – Il problema di molti politici di questa città è rappresentato dal fatto di associare una battaglia di contenuto, di merito, di sostanza, come quella ingaggiata da vari soggetti contro il biodigestore di Ponteselice, a un’azione giuridica che, sostanzialmente, non si occupa dell’effetto di tutta una serie di atti amministrativi del comune relativi all’iter per arrivare, eventualmente, alla costruzione dell’impianto.

Onestamente è un bel po’ imbarazzante le poche righe della “decisione semplificata” assunta dal Tar della Campania riguardante l’intera filiera degli atti amministrativi della regione Campania, fino all’ultima delibera comunale dell’estate scorsa che ha portato all’individuazione del sito.

Una stroncatura tanto netta e perentoria che si concretizza nepal definizione di piena illegittimità del ricorso e della assoluta irricevibilità che ci fa dubitare sulla cifra di concentrazione e di applicazione professionale di chi questo ricorso l’ha scritto e l’ha depositato, non certo gratuitamente, visto che le tasse sono significative per azioni come queste.

Illegittimo perchè manca un presupposto fondamentale, cioè l’interesse diretto dei proponenti rispetto a quella che era una semplice gara d’appalto, un avviso pubblico. Irricevibile perchè i tempi per impugnare una deliberazione, nel caso specifico quella della giunta per l’individuazione del sito, sono di 17 giorni dopo la pubblicazione nell’albo pretorio. Quella delibera fu pubblicata il 30 giugno 2017. L’azione di impugnamento doveva essere fatta entro il 16 giugno 2017.

Amen.

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