LE FOTO E I NOMI. Proprietario di un noto noleggio casertano rifiuta di pagare quasi 300 MILA EURO al clan. E allora gli rubano un’auto. ECCO CHI SONO i cinque arrestati

15 Maggio 2026 - 10:58

Tra gli indagati il capoclan Massimiliano Esposito, detto ’o Scugnato

MONDRAGONE – Questa mattina la Polizia di Stato ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti uomini dell’area flegrea, accusati di estorsione, tentata estorsione e rapina aggravata dal metodo mafioso. Tra gli arrestati spicca il presunto capoclan Massimiliano Esposito, noto con il soprannome ’o Scugnato. Con lui sono finiti in carcere anche Lucio Musella, 37 anni, Alessio Caruso, 37 anni, Marco Zito, 50 anni, e Francesco Grassi, 34 anni.

Le indagini hanno fatto emergere una vicenda legata a un imprenditore casertano attivo nel settore del noleggio auto, preso di mira da un gruppo criminale ritenuto, all’epoca dei fatti, dominante nell’area di Bagnoli. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto sarebbe iniziato con un tentativo di truffa: un esponente del clan avrebbe cercato di ottenere il noleggio di una vettura di lusso utilizzando documenti falsi. Scoperto il raggiro, tra i due sarebbe scoppiata una colluttazione.

A quel punto, il gruppo avrebbe imposto all’imprenditore un pagamento di 10mila euro “come risarcimento” per l’affronto subito, somma che è stata consegnata. Le richieste, però, non si sarebbero fermate qui: successivamente alcuni membri del sodalizio avrebbero preteso 285mila euro per un presunto danno a una Lamborghini noleggiata dalla vittima, indicata come proprietà del boss. Le verifiche della polizia hanno dimostrato che l’auto non apparteneva a Esposito, confermando il carattere estorsivo della richiesta.

Dopo il rifiuto dell’imprenditore, alcuni componenti del clan, travisati con passamontagna e a bordo di auto e scooter, sarebbero entrati nell’autonoleggio di Mondragone, appropriandosi di un veicolo intestato alla moglie del titolare. Fondamentali per le indagini si sono rivelate le immagini dei sistemi di videosorveglianza locali e delle telecamere lungo il percorso dei sospetti, prima e dopo la rapina.

L’operazione antimafia ha così portato all’arresto dei cinque indagati, riportando l’attenzione sulle infiltrazioni criminali tra l’area flegrea e la provincia di Caserta.