REGGIA.Le associazioni ambientaliste che si oppongono al radicale intervento sui lecci della Via d’Acqua chiedono un incontro urgente con la reggente del monumento, per evitare di trovarsi davanti al fatto compiuto

15 Giugno 2026 - 10:59

Caserta (pm) La scarsa trasparenza e la poca chiarezza che circonda in particolar modo la faccenda dei lecci della via d’Acqua, che secondo la Reggia regnando Maffei sarebbero da abbattere, spinge le associazioni ambientaliste che da tempo si oppongono all’ipotesi a scrivere alla reggente del monumento, Alfonsina Russo, per chiedere un incontro chiarificatore. Non ci dilunghiamo oltre e passiamo subito la parola al chiarissimo comunicato stampa diramato nella circostanza.

Ci siano consentite, tuttavia, due notazioni.

La prima. Com’è possibile che sulla vicenda si versi ancora nella totale incertezza, quando su di essa pendono persino quattro interrogazioni parlamentari almeno? I politici del territorio, sempre pronti alla propaganda, in questo caso specifico ci sembrano paralizzati dall’inconcludenza.

La seconda. Abbiamo notato che la Lipu, tra le più attive associazioni del gruppo ambientalista firmatario nonché transfuga dello storico Comitato Macrico Verde, ha abbracciato convintamente il progetto del Macrico nella visione della Curia – per noi distorta, perché finalizzata alla realizzazione di una vera e propria cittadella a discapito del verde incontaminato. Laddove un tempo si preoccupava della nidificazione dei volatili nel bosco reale, ora sorvola sul fracasso e la baraonda delle feste che si tengono nell’area diocesana, con un impatto facilmente immaginabile sulla fauna che ripopola da tempo il luogo. Un fatto, questo, che ridimensiona anche i loro abituali allarmi sugli effetti dei botti di Capodanno sulla salute di cani e gatti.

COMUNICATO STAMPA