Rifiuti tessili abbandonati in discariche abusive, scatta il sequestro di 6 opifici

12 Gennaio 2026 - 11:30

È quanto scoperto dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord. Le indagini con l’utilizzo dei droni

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SANT’ARPINO – Traffico di rifiuti illeciti da sei aziende tessili ubicate a Sant’Arpino, Grumo Nevano e Frattaminore.  È quanto scoperto dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord nell’ambito dell’inchiesta eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di Napoli e della Stazione di Caivano, con l’ausilio, in occasione dell’esecuzione del sequestro, di militari in servizio presso la Compagnia di Caivano, il NIPAAF di Caserta e il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Napoli e Caserta,  nell’ambito di un’inchiesta che ha portato a un decreto di sequestro preventivo d’urgenza nei confronti di diversi soggetti gravemente indiziati di reati ambientali.

Le indagini, supportate anche dall’uso di droni, sistemi di geolocalizzazione satellitare e dall’analisi di impianti di videosorveglianza, hanno permesso di ricostruire una filiera ben collaudata di smaltimento illegale di scarti tessili. I rifiuti, dopo la raccolta e il trasporto, venivano abbandonati in aree non autorizzate, dando origine a vere e proprie discariche abusive.

Attraverso una ricostruzione a ritroso, partita dall’ultimo frammento della filiera di smaltimento illecito, la Polizia Giudiziaria è riuscita a risalire a sei opifici adibiti ad attività di lavorazione di tessuti, localizzati nei Comuni di Sant’Arpino, Grumo Nevano e Frattaminore.  Precisamente, i gestori degli opifici, attualmente in corso di puntuale identificazione, anziché rivolgersi a operatori ambientali autorizzati, si sarebbero avvalsi del contributo di un uomo, di nazionalità italiana e privo di qualsivoglia legittimazione amministrativa alla gestione di rifiuti, il quale, recandosi negli stabilimenti tessili, avrebbe proceduto alla raccolta e al trasporto degli scarti. I rifiuti venivano poi trasportati in un seminterrato di Grumo Nevano, utilizzato come sito intermedio, dove si perfezionava la seconda fase dell’illecito smaltimento, con il contributo di due soggetti di nazionalità romena, mediante il trasbordo dei rifiuti all’interno di un altro veicolo utilizzato per il trasporto degli scarti tessili sino al luogo di definitivo abbandono. 

Tra i luoghi destinati all’abbandono definitivo ci sarebbe anche la Strada Vicinale dei Regi Lagni di Caivano, dove, in almeno sette occasioni, sono stati conferiti circa 200 sacchi di nylon contenenti gli scarti tessili in precedenza raccolti, di volume assai considerevole, che, per il degrado conseguente complessivo dell’area e per la pluralità di conferimenti massivi, comportava la formazione di una discarica non autorizzata di rifiuti. 

Il decreto di sequestro, disposto d’urgenza dalla Procura, ha riguardato i due veicoli adibiti al trasporto dei rifiuti, il locale seminterrato adibito a stoccaggio e trasbordo dei rifiuti, nonché le sedi operative dei sei opifici tessili risultati i produttori dei rifiuti. In occasione dell’esecuzione del menzionato decreto di sequestro, sono stati altresì disposti accertamenti relativi all’osservanza della disciplina in materia di sicurezza e igiene dei luoghi di lavoro.