Guerra aperta in città. A TEVEROLA via il centro prelievi e arriva la riabilitazione. Il medico “indigeno” e quella volta che fu “beccato” da Borrelli con la BMW… GUARDA IL VIDEO

26 Aprile 2026 - 18:30

Il sindaco Gennaro Caserta è passato dal rassicurare i cittadini con un “Potete stare tranquilli” in Consiglio comunale a definire “potenziamento” quella che, di fatto, è la migrazione di tre servizi sanitari che dal 2019 erano operativi presso il presidio ASL di Piazza Trieste. La sua spiegazione appare poco convincente: o si tratta di una giustificazione forzata, oppure il primo cittadino, che afferma di aver interloquito con i responsabili ASL – veri decisori del trasferimento – ha ottenuto la garanzia che la struttura della Casa dei Servizi del Bambino sarà sede di nuovi e più servizi per l’intera comunità. Nel frattempo, l’arrivo in città del dirigente dell’assistenza riabilitativa richiama alla memoria una gaffe che fece rapidamente il giro del paese. IL VIDEO ALLA FINE DELL’ARTICOLO

TEVEROLA (fede.borr.) Sono giorni di botta e risposta tra le anime dell’opposizione del consiglio comunale e il sindaco Gennaro Caserta. Anzi, una pervicace voce in capitolo la stanno avendo, più delle altre volte, anche i cittadini teverolesi, che a suon di commenti social hanno deciso di prendere parte alla polemica degli ultimi giorni che imperversa tra comunicati stampa sbandierati a destra e manca dalla minoranza prima, dai circoli politici locali nel mentre, e solo dopo – a giochi oramai conclusi – dalla maggioranza di Caserta-Lusini.

Da domani, lunedì 27 aprile, i servizi finora offerti dalla Casa della Salute del Bambino, struttura ambulatoriale ubicata in Piazza Trieste, non saranno più disponibili. E questo perché il centro vaccinale e il presidio screening che dal 2019 erano attivi nel comune di Teverola sono stati trasferiti nella nuova Casa di Comunità “della Donna e del Bambino” di Sant’Arpino, edificio che aprirà i battenti proprio lunedì. Il punto prelievi invece, stando alle voci trapelate, dovrebbe migrare nel distretto sanitario di Succivo.

Cosa accadrà, dunque, al consultorio teverolese? Lì rimarrà la COT, la centrale operativa territoriale introdotta dal PNRR che gestisce e garantisce la continuità delle cure dei pazienti post-ricovero. Ma come ogni compromesso che si rispetti, alla struttura di Piazza Trieste (o San Francesco per gli autoctoni) dovrà toccare comunque qualcosa. E quel qualcosa, stando alle carte a firma della dirigente del distretto 18 Angela Sciorio, è l’assistenza riabilitativa.

Ora: roba da poco non è. Ma siamo sinceri: il bacino di utenza del nuovo servizio – che dovrebbe prendere piede il 4 maggio – è limitato rispetto al flusso di pazienti che un centro vaccinale o prelievi poteva abbracciare, dal momento che quello di Teverola era visto come un punto di riferimento anche per i vicini abitanti di Casaluce e Carinaro. Nonostante il dispiacere, nessuno però dei tre primi cittadini dei comuni finora citati ha ufficialmente mosso un dito per evitare, quantomeno, che l’inevitabile, più che non concretizzarsi, si insediasse almeno in una maniera più graduale, differente.

Diciamo questo perché, pur volendo fare gli avvocati del diavolo di Gennaro Caserta, a volte il sindaco-dottore con certe affermazioni sembra diventare il primo nemico di se stesso. Capiamo che la decisione finale di far migrare i servizi alla persona non spetti ad un sindaco, nonostante questi per legge ricopra il ruolo di massima autorità sanitaria del comune (in questo caso poi, chi meglio di un medico), ma allora perché darsi la zappa sui piedi facendo promesse da marinaio nell’ultima seduta del consiglio comunale, trasmessa, per fortuna, in diretta streaming? Comunicativamente parlando, assomiglia a un suicidio.

Il riferimento è al monotono “Potete stare tranquilli” che la fascia tricolore ha ripetuto a oltranza quando, nel corso del suo intervento sul presunto spostamento dei servizi sanitari del presidio di Piazza Trieste, faceva sapere alla comunità teverolese che “forse” si era riusciti a trovare una soluzione; che bisognava stare “tranquilli” perché la sua amministrazione era già sul pezzo e non era necessario che i cittadini e le opposizioni sollevassero la problematica. Anzi, sembrava pure seccato che questa soffiata fosse diventata di dominio pubblico, tanto da preoccuparsi su chi fossero stati gli informatori.

Bene, mettiamo pure il caso che Gennaro Caserta – come ha fatto capire nel suo intervento e nei vari comunicati stampa diramati – abbia avuto modo di interloquire con i dirigenti ASL preposti: se la soluzione che si era riusciti a trovare equivaleva ad acconsentire passivamente allo spostamento dei 3/4 dei servizi sanitari altrove, allora in uno sprazzo di lucido raziocinio si potrebbe presuppore che Caserta non sia stato capace di assumersi le proprie responsabilità, dopo aver esternato qualcosa di decisamente diverso in Consiglio Comunale. Ma dal momento che noi non vogliamo pensare a nessuna di queste cose, auspichiamo che, quando la fascia tricolore definisce, nei suoi ultimi comunicati, quello che per lui è – invece – “un potenziamento” della Casa del Bambino, lo faccia con cognizione di causa perché e già stato informato, da chi di dovere, che i locali della struttura di Teverola ospiteranno in futuro anche altri servizi, al di fuori della riabilitazione e della COT.

Ce lo auguriamo, glielo auguriamo. Perché se così non dovesse essere, ci troveremmo di fronte a una contraddizione, per i più ingenui. Ad una paraculata, invece, per chi ha l’audacia di essere più malizioso.

Detto questo, le decisioni sono state prese e l’assistenza riabilitativa farà tappa a Teverola, lasciando il distretto di Succivo. Dirigente dell’ambulatorio è il dottor Luigi Tessitore, un teverolese doc che avrebbe tifato per la lista di Caserta-Lusini alle ultime elezioni comunali e che, dopo anni di servizio altrove nell’agro aversano, potrà operare finalmente nel comune in cui risiede fino alla pensione. Per dovere di cronaca, il dottor Tessitore, per gli amici Gino, a Teverola in realtà avrebbe un interesse. Lo scriviamo perché, seppur non sapendo che ruolo ricopra con esattezza, il suo recapito telefonico compare sul sito web e sull’insegna della ditta Teco Srl in via Roma 286, impresa che si occupa dello smaltimento di rifiuti speciali mediante l’ausilio di tecnici ambientali.

Tessitore, tra l’altro, è pure il fratello della dottoressa Nicoletta Tessitore, la dirigente del Distretto 20 che, tecnicamente, firma le carte che permettono al medico di svolgere la sua funzione sempre nell’assistenza riabilitativa, ora pronto a dare lo stesso impegno a Teverola.

A proposito, per chi non lo sapesse, l’assistenza riabilitativa è l’unità sanitaria che garantisce, attraverso diagnosi precoce e intervento sociosanitario, la prevenzione e la cura delle disabilità sia minimali e/o transitorie, sia gravi e permanenti. In seguito alla richiesta di visite specialistiche eroga trattamenti riabilitativi e fornitura di dispositivi protesici. Dunque, il dottor Tessitore, nella sua funzione di medico nell’unità riabilitativa che ricopre dal lontano 2011, è da anni a contatto con pazienti che hanno vissuto per un breve periodo la disabilità o che dovranno conviverci per tutta la vita.

Sì, proprio quel Gino Tessitore che divenne, suo malgrado, personaggio pubblico in città quando, a inizio 2025, è stato beccato a parcheggiare il suo BMW a centro strada, dall’onorevole Francesco Emilio Borrelli, sul lungomare di Mergellina, nei pressi dello Chalet Ciro, per gustarsi una graffa. In quell’occasione, il medico sfoderò un’arma vincente: il tesserino di invalidità. Solo che, a quanto denunciava Borrelli, né lui né le persone che lo accompagnavano quella sera a Napoli erano affette da qualche handicap.

Un tesserino che, il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, ha definito “pezzotto” e che, se si mettesse bene a fuoco la vista, si finirebbe con il notare qualcosa di ancora più esecrabile. Sul cedolino (pezzotto davvero o legato a qualche parente di Tessitore, non possiamo saperlo con certezza) c’è scritto che è stato rilasciato il giorno 11 del mese di luglio, senza che sia specificato l’anno, dal Comune di Teverola.