Una settimana dopo il corteo Basta Biocidio, parla il coordinamento: “Non abbandoniamo l’idea di poter restituire aria e terra salubre ai nostri bambini”

17 Novembre 2018 - 10:00

MARCIANISE“Urlo e non mi senti

s’alza un grido muto

in segno di protesta

per dire: “Non soccombere,

tieni alta la testa!”

Questo, al termine del corteo, l’incipit di una bellissima poesia di Lucia Marino, nostra concittadina, che ci ha lasciato da

due anni, colpita dal “bastardo”, come lo chiamava lei. E perciò stringiamoci forte, non abbandoniamo l’idea di poter

restituire aria e terra salubre ai tanti bambini che hanno costituito il cuore di questa manifestazione, che hanno scandito

slogan e portato cartelli, protagonisti seri di questa lunga marcia. Avremmo voluto ascoltare autorità nazionali e regionali,

ma il ministro per l’ambiente Costa, invitato come altri tramite PEC, non ci ha nemmeno risposto. Il presidente della

Regione De Luca ha declinato l’invito tramite un prestampato. Unico rappresentante istituzionale il sindaco di Marcianise

Antonello Velardi, che risponde con passione in prima persona del biocidio in atto. Eravamo davvero in tanti e tanti

ancora dovremo essere – perché gli avvelenatori non mollano – e tutti uniti, senza bandiere politiche.

Di seguito le istanze lette ai responsabili istituzionali per la gestione dei rifiuti, che saranno la base su cui verranno

articolati futuri incontri e manifestazioni.

Domanda 1:

Ormai il nostro territorio e di conseguenze i cittadini di Marcianise sono vittime sempre più frequenti di roghi tossici

appiccati in impianti di trattamento dei rifiuti ed allo stesso tempo, anche di roghi tossici, per la presenza storica di

discariche abusive che accolgono enormi quantità di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. A tal proposito chiediamo:

esiste una mappatura degli impianti produttivi e delle suddette discariche?

Domanda 2:

Il patto terra dei fuochi prevede la bonifica delle discariche abusive, dei siti inquinati ed il monitoraggio delle matrici

ambientali. Perché tali azioni risultano incomplete? A tal proposito chiediamo la rimozione immediata dei rifiuti combusti

che tutt’ora presenti all’interno della struttura di proprietà della Lea srl.

Domanda 3:

Assistiamo al rilascio di autorizzazioni ambientali, da parte degli enti pubblici competenti, con una certa continuità,

questo nonostante un impatto ambientale molto forte. Ritenendo non necessaria la presenza di tali impianti, oltretutto

privati, quindi rispondenti per la maggior parte unicamente alle logiche di profitto, chiediamo: controlli sui titoli

autorizzativi in loro possesso, il rispetto delle prescrizioni previste dalle normative vigenti indicate nel titolo autorizzativo

e la revoca immediata degli stessi in caso di illeciti penali.

Domanda 4:

Considerato il principio di precauzione, contemplato anche dalla commissione europea e che fa riferimento a tutte quelle

situazioni di pericolo per la salute di cui non si ha massima certezza, chiediamo che nessun ulteriore impianto si insedi

sul nostro territorio.

Domanda 5:

Il testo unico ambientale (d.lvo 152/2006), consente ai privati di fare richiesta ed ottenere autorizzazioni per impianti

per il trattamento dei rifiuti. Basta avere la documentazione richiesta a posto e dimostrare di rispettare sulla carta i

requisiti necessari. Chiediamo che si proponga di rivedere e migliorare il testo unico ambientale, inserendo maggiori

restrizioni per i privati che fanno richiesta di titoli autorizzativi (riferito su tutto il territorio nazionale).

Domanda 6:

Considerato che sono diverse le ipotesi di dolo relative ai tanti incendi succedutisi negli impianti di trattamento rifiuti

negli ultimi mesi, chiediamo che gli stessi vengano sorvegliati costantemente con un sistema di videosorveglianza

collegato agli uffici della prefettura e presidiati 24/24 dalla presenza dall’esercito italiano, per metterli in sicurezza almeno

nell’immediato. Nella fattispecie si richiede di poter modificare il testo unico ambientale, riconsiderando i delitti di

competenza della Direzione Distrettuale Antimafia e non più della Procura ordinaria.

Coordinamento Basta Biocidio Marcianise

#BastaBiocidio

COMUNICATO CORTEO 10 NOVEMBRE 2018