11 ARRESTI. Trasformano l’ex albergo sul mare in una piazza di spaccio modello Secondigliano con l’autorizzazione del clan dei CASALESI
10 Dicembre 2025 - 08:58
CASTEL VOLTURNO – Questa mattina i Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, allâesito di una complessa attivitĂ dâindagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno dato esecuzione a due ordinanze di applicazione di misura cautelare personale in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Napoli e dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di Napoli, nei confronti complessivamente di 11 persone (di cui due minorenni allâepoca delle indagini) ritenute responsabili di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, aggravata dal metodo mafioso e dallâutilizzo di armi da fuoco, oltre che di una pluralitĂ di cessioni di sostanze stupefacenti.
A seguito delle indagini è emerso che lâorganizzazione avrebbe utilizzato il c.d. âsistemaâ delle piazze di spaccio dellâarea della cittĂ di Napoli ed in particolare del quartiere di Scampia â Secondigliano (luogo di provenienza degli indagati) attagliandolo al noto e degradato complesso residenziale denominato âRoyal Residenceâ, sito in Castel Volturno, precisamente in localitĂ Villaggio Coppola Pineta Mare, nel quale risiedono numerosissime famiglie, vittime ed ostaggio dellâorganizzazione.
Le indagini sono iniziate a partire dalla seconda metĂ del 2023 a seguito dellâincendio di un appartamento allâinterno del condominio in questione, episodio individuato fin da subito proprio quale azione intimidatoria e dimostrativa finalizzata a soggiogare le decine e decine di famiglie residenti, costrette a subire lâattivitĂ della âpiazza di spaccioâ operativa h24 ed avente come baricentro la hall dello stesso Residence. Lâinvestigazione consentiva di acclarare che un gruppo di soggetti pregiudicati, appunto provenienti dal quartiere di Secondigliano di Napoli, aveva applicato le metodologie criminali del luogo di origine al complesso residenziale ed aveva, quindi, dato il via ad una florida piazza di spaccio, munita di una fitta rete di vedette, sfruttando le altezze del palazzo di 10 piani, creando sbarramenti e percorsi obbligati oltre che attivando unâefficace sistema di videosorveglianza per proteggersi da interventi delle forze dellâordine.
Il provvedimento odierno compendia una serie di episodi, chiaramente riscontrati dalla Polizia Giudiziaria operante, in cui è risultato evidente come il gruppo degli odierni indagati operasse con metodologia mafiosa, imprimendo allâarea di interesse un controllo di tipo militare, che si è avvalso dellâuso di armi da fuoco o di vere e proprie spedizioni punitive, al fine di assoggettare i residenti ed indurli alla piĂš cupa omertĂ . Ă emerso, inoltre, che il sodalizio investigato avesse ricevuto una specifica âautorizzazioneâ allâapertura della piazza di spaccio, da parte di soggetti (rimasti ignoti) intranei al clan âdei casalesiâ fazione Bidognetti, storicamente egemone nel comune di Castel Volturno.
Significativi sono stati i numerosi episodi violenti emersi nel corso dellâindagine, quali pestaggi commissionati dai promotori del gruppo criminale, chiaramente finalizzati ad impartire âlezioniâ che fungessero da monito, tanto per i sodali quanto per assuntori e condomini del complesso.
Tra le azioni piĂš cruente, sono da annoverare gli incendi in danno dellâamministratore di condominio ed altri residenti oltre che il brutale ferimento in danno di uno straniero di origine polacca, gambizzato mediante lâutilizzo di una arma da fuoco clandestina e modificata.
Si evidenzia che i provvedimenti eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari delle stesse sono persone sottoposte alle indagini e, quindi, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
