11 ARRESTI. La camorra fa un sacco di soldi con il PNRR. Tra appalti e imprenditori sotto il racket. LA DITTA DEL CASERTANO COINVOLTA

12 Aprile 2026 - 12:17

CASERTA – I Carabinieri del Comando provinciale di Siena hanno eseguito all’alba di oggi un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 persone, tutte di origine campana, originarie di Napoli e Caserta, accusate di aver importato il metodo mafioso nel settore degli appalti pubblici e privati tra il Centro e il Nord Italia. L’operazione, denominata “Contractus”, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, guidata dalla procuratrice Rosa Volpe.

Al centro dell’inchiesta, avviata nell’aprile 2025, vi sarebbe la società “P.R. Appalti s.r.l.”, con sede tra Napoli e Caserta. Secondo l’accusa, l’impresa fungeva da paravento legale per imporre un controllo ferreo su altre ditte subappaltatrici. Attraverso minacce e violenze, i contratti sarebbero stati trasformati da accordi “a corpo” a contratti “ad ore”.

Venivano registrate ore di lavoro mai effettuate o presenze sproporzionate di operai per gonfiare i crediti e i costi a carico dei committenti. In caso di resistenza da parte degli imprenditori onesti, secondo gli inquirenti, il gruppo passava all’occupazione dei cantieri e a minacce dirette, anche nei confronti di pubblici ufficiali.

La caratura degli indagati sarebbe emersa dalle intercettazioni. Il principale indagato, evocando la forza del clan di appartenenza – lo storico clan Moccia di Afragola, organizzazione egemone nel Napoletano – affermava con arroganza: “Se mi arrestano a me… stanno altri mille soldati che rispondono ai miei ordini”.

Delle undici persone coinvolte, sette sono finite in carcere e quattro agli arresti domiciliari. Le operazioni hanno interessato le province di Napoli, Caserta, Prato, Firenze e Udine, includendo perquisizioni nelle abitazioni e nella sede legale della società coinvolta. Particolarmente allarmante, secondo gli investigatori, è il coinvolgimento di lavori finanziati con i fondi del Pnrr, segno di una strategia criminale volta a intercettare i grandi flussi di denaro pubblico destinati alla ripresa economica.

La Procura di Firenze ha lanciato un appello a tutti gli imprenditori: “Invitiamo tutti gli operatori economici che siano stati vittime di forme di intimidazione e coercizione da parte di coloro che hanno operato sotto lo schermo sociale della società ‘P.R. Appalti s.r.l.’ o con analoghe metodologie criminali a denunciare con determinazione, unico sistema per superare l’isolamento e il ricatto mafioso”.

Per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.