20ENNE UCCISO. Vincenzo era un “bravo ragazzo”, figlio di emigranti tornati a casa. Il 19enne che l’ha ucciso si è fatto curare per una profonda ferita sul braccio dopo l’omicidio

21 Aprile 2026 - 13:40

Al momento, il movente che può aver più senso logicamente, analizzando quanto è emerso fino ad ora, è una lite connessa al denaro frutto dello spaccio. Victor Uratoriu era tenuto sotto controllo dai carabinieri per qualche piccolo episodio di possesso e vendita di droga, su Vincenzo Ianniti, invece, non era emerso nulla in passato

SESSA AURUNCA – Partiamo da quanto sappiamo rispetto all’omicidio di Vincenzo Iannitti, presumibilmente ucciso il giorno stesso della sua scomparsa, ovvero il 18 marzo scorso. Victor Uratoriu, il 19enne di origine rumena fermato per l’omicidio, ha confessato di aver commesso il delitto. Nel corso dell’interrogatorio dinanzi al pubblico ministero, il giovane ha dichiarato di aver colpito la vittima con due coltellate. Successivamente, ha gettato il corpo dal terrazzo della propria abitazione nel cortile della casa di fronte, un edificio abbandonato. Uratoriu ha quindi occultato il cadavere con una coperta e altro materiale trovato sul posto.

Il corpo di Vincenzo Iannitti, 20enne del luogo scomparso circa un mese fa, è stato ritrovato nel pomeriggio di ieri all’interno del cortile appena citato, nel centro storico di San Castrese, frazione del comune di Sessa Aurunca. Secondo quanto emerso, il cadavere presentava i piedi legati, era appeso a testa in giù e chiuso in un sacco. Il cranio era fracassato al punto da renderlo irriconoscibile.

Un elemento emerso nel corso delle indagini riguarda una ferita riportata da Uratoriu. Dieci giorni fa, il 19enne si era recato al pronto soccorso dell’ospedale di Sessa Aurunca con una ferita al braccio, compatibile con una lesione da taglio. Aveva spiegato ai medici di essersela procurata in casa, in seguito a un incidente domestico.

Uratoriu era un ragazzo che da tempo viveva in Italia, alto quasi due metri, e nella frazione di San Castrese era stato già tenuto sotto controllo dai carabinieri per episodi di spaccio di droga, limitati a piccole quantità. Vincenzo Iannitti, invece, proveniva da una famiglia sessana che viveva in Svizzera. Era considerato un bravo ragazzo, figlio di operai emigrati e successivamente rientrati nella città d’origine. Secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio sarebbe maturato all’interno dell’abitazione di Uratoriu nel corso di una lite, le cui cause sono ancora in fase di accertamento.

L’indagato è stato associato alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato è presunto innocente fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.