23enne accusato di aver rinchiuso in casa l’ex fidanzata. Lei salvata grazie a un messaggio Whatsapp e lui scarcerato

16 Marzo 2026 - 16:19

La difesi ha sollevato molti dubbi sulla ricostruzione degli agenti di polizia e della donna. E il caso del presunto tentativo di farlo arrestare

CASAL DI PRINCIPE – Si è conclusa con una scarcerazione la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Luigi V., il giovane arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di aver sequestrato la sua ex compagna. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Aversa Napoli Nord, Dario Berrino, ha infatti accolto le tesi della difesa, rappresentata dall’avvocato Costantino Puocci, non convalidando l’arresto eseguito dalla Polizia di Stato e disponendo l’immediata liberazione dell’indagato.

La vicenda trae origine da un intervento del Commissariato di Casal di Principe, allertato da un messaggio WhatsApp che una giovane donna era riuscita a inviare a un’amica chiedendo aiuto. Gli agenti, giunti sul posto, avevano trovato la donna all’interno di un’abitazione insieme al suo ex compagno e ad altri familiari di quest’ultimo, procedendo all’arresto in flagranza per sequestro di persona.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, la difesa ha tuttavia evidenziato come la situazione riscontrata dagli stessi operatori di polizia fosse incompatibile con l’ipotesi accusatoria. Un elemento particolarmente significativo, sottolineato dalla memoria difensiva, riguarda la piena e libera disponibilità del proprio telefono cellulare da parte della donna, che lo utilizzava apertamente per telefonare e messaggiare alla presenza di tutti. Una circostanza, questa, difficilmente conciliabile con l’idea di una privazione della libertà personale, che presupporrebbe invece l’impossibilità di contattare l’esterno.

La difesa ha inoltre ricostruito il contesto di una relazione sentimentale indubbiamente conflittuale, ma che non aveva mai manifestato dinamiche riconducibili al grave reato di sequestro di persona. I due giovani, che avevano convissuto per mesi e avevano un figlio, si erano recati presso l’abitazione della famiglia di lui come già accaduto numerose volte in passato.

C’è attenzione anche su un episodio antecedente che, secondo la ricostruzione di Luigi V., vedrebbe la donna protagonista di un tentativo di provocarne l’arresto: alcuni giorni prima, la compagna lo avrebbe indotto a recarsi presso una caserma dei Carabinieri di Villa Literno sostenendo falsamente che i militari avessero trattenuto il bambino, circostanza che aveva portato alla contestazione della guida senza patente.

Alla luce di questi elementi, il Giudice ha ritenuto insussistenti i presupposti per la convalida dell’arresto e per l’applicazione di una misura cautelare così afflittiva come la custodia in carcere.