Cava Santa Lucia: perquisizione per avvocato, nel mirino le consulenze con Luserta

24 Luglio 2026 - 18:38

Arena è indagata nell’inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, che ipotizzano un sistema corruttivo attraverso il quale, tra il 2024 e il 2025, sarebbero state pagate ingenti somme all’allora sindaco di Caserta Carlo Marino e al dirigente di Rfi Domenico Semplice, ex sindaco di Caivano e marito della professionista

CASERTA – Perquisizione dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta nell’abitazione e nello studio dell’avvocato Laura Arena, destinataria di un decreto emesso dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti legate all’appalto da oltre 9 milioni di euro affidato da Rfi all’imprenditore casertano Antonio Luserta per lo smaltimento di Trs nella cava di Santa Lucia, a Caserta.

Arena è indagata nell’inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Anna Ida Capone e Giacomo Urbano, che ipotizzano un sistema corruttivo attraverso il quale, tra il 2024 e il 2025, sarebbero state pagate ingenti somme all’allora sindaco di Caserta Carlo Marino e al dirigente di Rfi Domenico Semplice, ex sindaco di Caivano e marito della professionista.

Secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato Marino a interessare Semplice affinché favorisse l’aggiudicazione dell’appalto a Luserta. Gli accertamenti finanziari avrebbero poi consentito di ricostruire i presunti flussi di denaro: oltre 200mila euro sarebbero stati destinati a Marino e circa 500mila euro a Semplice.

Per gli investigatori, le somme sarebbero state fatte transitare attraverso professionisti incaricati di emettere fatture per consulenze ritenute inesistenti. L’avvocato Vincenzo Iorio avrebbe fatto da tramite per Marino, mentre per Semplice il ruolo sarebbe stato svolto dall’architetto Gaetano Sacco e dall’avvocato Laura Arena.

Proprio per verificare l’esistenza della documentazione che avrebbe dovuto giustificare tali rapporti professionali, i carabinieri hanno eseguito la perquisizione nell’abitazione e nello studio di Arena, alla ricerca dei contratti di consulenza relativi alla posizione del marito. Secondo quanto riferito dall’Ansa, però, i documenti non sarebbero stati rinvenuti. Gli inquirenti contestano inoltre ad Arena di aver percepito circa 60mila euro attraverso fatture per prestazioni professionali ritenute fittizie.