46mila euro di multe stradali in un giorno: l’incredibile richiesta da pagare arrivata a un 51enne casertano
22 Marzo 2026 - 15:30
AVERSA – Una richiesta di pagamento da oltre 46mila euro per vecchie multe stradali si trasforma in un nulla di fatto. Il Tribunale di Napoli Nord ha infatti annullato un’intimazione emessa dalla società di riscossione So.Ge.R.T. per conto del Comune di Minturno, accogliendo – almeno in parte – l’opposizione di un cittadino 51enne casertano.
Al centro della vicenda una serie di verbali per violazioni al Codice della Strada risalenti agli anni 2013, 2015 e 2016. Sanzioni che, sommate nel tempo tra importi, maggiorazioni e atti successivi, avevano portato a una pretesa complessiva di oltre 46mila euro, formalizzata con un’intimazione notificata nel novembre 2023. Insomma, il cittadino si è visto notificare 46mila euro di multe in una volta sola.
Il giudice ha però messo in discussione l’intero impianto della riscossione, evidenziando criticità decisive su due aspetti: la prova delle notifiche e la prescrizione dei crediti.
Uno dei punti centrali della sentenza riguarda la mancata dimostrazione, da parte degli enti convenuti, della corretta notifica dei verbali e delle ingiunzioni precedenti. In molti casi, infatti, non è stata prodotta la documentazione essenziale, come le ricevute delle raccomandate di avvenuto deposito (le cosiddette CAD).
Un elemento tutt’altro che formale: secondo la giurisprudenza, senza la prova della ricezione (o almeno della conoscibilità) dell’atto, la notifica non può considerarsi valida. E se la notifica è nulla, l’atto non produce effetti. Il Tribunale ha sottolineato anche la gestione disordinata della documentazione da parte dei convenuti, depositata “in blocco” e senza un chiaro collegamento ai singoli atti contestati.
Ancora più decisivo il tema della prescrizione. Le sanzioni amministrative si prescrivono in cinque anni, salvo interruzioni valide. Ma proprio qui emerge il nodo: se le notifiche non sono dimostrate, non possono nemmeno interrompere i termini. Anche considerando la sospensione dei termini durante l’emergenza Covid, il giudice ha calcolato che il termine massimo per agire fosse ormai scaduto prima della notifica dell’intimazione del 2023. Risultato: credito prescritto.
Respinta anche la tesi degli enti secondo cui il debito sarebbe ormai definitivo per mancata opposizione nei termini. Il principio del “consolidamento” vale solo se gli atti sono stati notificati correttamente. In caso contrario, il cittadino può contestare tutto anche in una fase successiva.
Sulla vicenda interviene l’avvocato Veruska Vitale, difensore del cittadino:
«Una mia vittoria. Il cliente aveva ricevuto ben 46.000 euro di contravvenzioni, tutte in un solo giorno e alla stessa ora, a Minturno».
Un elemento che aggiunge ulteriori interrogativi sulla gestione delle sanzioni e sulla formazione della pretesa economica. Il Tribunale ha invece rigettato la richiesta di risarcimento danni avanzata dall’opponente, ritenuta generica e non provata. Accolta però la domanda principale: l’intimazione è stata annullata e So.Ge.R.T. e Comune di Minturno sono stati condannati in solido al pagamento delle spese legali, per circa 4.300 euro.
