Aspirante poliziotta si batte per la graduatoria e vince il concorso. E ballano 35 mila euro con la scuola di CASERTA
2 Novembre 2025 - 09:00
E CLICCA QUI PER ASCOLTARLO SU APPLE PODCAST
CASERTA – Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Prima Quater, ha chiuso una prima fase del contenzioso tra una candidata e il Ministero dell’Interno, dichiarando cessata la materia del contendere per quanto riguarda l’inserimento in graduatoria della ricorrente nel concorso per 110 Vice Ispettori Tecnici della Polizia di Stato, settore sanitario.
La vicenda ha origine dalla mancata valutazione, in sede di concorso, del servizio prestato dalla donna nella Marina Militare. Dopo un primo ricorso, il TAR Lazio aveva ordinato al Ministero di rivalutare i suoi titoli e rettificare la graduatoria.
Inizialmente, l’amministrazione – pur dando esecuzione alla sentenza – aveva attribuito alla candidata un punteggio insufficiente, collocandola al 144º posto, tra gli “idonei non vincitori”. Contestualmente, con nota del 26/30 agosto 2024, la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Caserta le aveva ingiunto di restituire € 13.876,71, corrispondenti agli stipendi percepiti durante a periodo successivo al corso di formazione, sostenendo che le competenze le sarebbero spettate solo in caso di effettiva vincita del concorso.
A seguito di un nuovo riesame disposto dal Ministero a settembre 2024, il punteggio della donna è stato tuttavia rivisto, portandola in una diversa posizione in graduatoria che le ha consentito l’inserimento tra gli idonei vincitori. La nuova graduatoria è stata adottata con decreto del dicembre 2024.
Nonostante questo aggiornamento, l’amministrazione non ha ritirato la richiesta di restituzione delle somme avanzata dalla Scuola di Caserta, né ha rettificato la decorrenza economica della nomina, fissata al 3 febbraio 2025 anziché al 27 gennaio, data di effettivo inizio servizio.
Alla luce di tali profili residuali, il Collegio giudicante – presieduto dal dott. Orazio Ciliberti – ha dichiarato estinto il giudizio solo per la parte relativa all’inserimento in graduatoria, rinviando al rito ordinario le altre questioni, tra cui la restituzione dello “stipendio indebito” richiesto, la decorrenza economica della nomina e la richiesta di risarcimento da 35 mila euro.
