Violenza sessuale e spaccio: dai domiciliari all’obbligo di firma

17 Novembre 2025 - 13:11

La vicenda, trae origine dalla querela sporta da un familiare, all’epoca minorenne, dell’uomo. In particolare, il minore aveva raccontato agli inquirenti di vivere nel nord Italia e di essere in vacanza in Campania, ospite presso dei parenti comuni dell’imputato. Quest’ultimo, recatosi a far visita ai parenti, aveva invitato presso la sua abitazione il minore. Dopo aver consumato uno spinello, minore si era addormentato destandosi, improvvisamente, dal sonno con  l’imputato, intento a toccargli le zone intime

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CAPODRISE – La corte di appello di Napoli, accogliendo l’istanza dei difensori, AVV ti Salvatore Gionti e Luigi De Biase, di V. V. di Capodrise,ha sostituito la misura degli arresti domiciliari con l’obbligo di presentazione alla p.g.

A seguito di giudizio abbreviato, tenutosi presso il tribunale di S. Maria C.V., V.V., DI Recale, era stato condannato alla pena di anni otto mesi DUE di reclusione, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’applicazione di una misura di sicurezza per anni tre da scontarsi al termine della pena.

La vicenda, traeva origine dalla querela sporta da un familiare, all’epoca minorenne, dell’uomo.

In particolare, il minore aveva raccontato agli inquirenti di vivere nel nord Italia e di essere in vacanza in Campania, ospite presso dei parenti comuni dell’imputato. Quest’ultimo, recatosi a far visita ai parenti, aveva invitato presso la sua abitazione il minore.

Dopo aver consumato uno spinello, minore si era addormentato destandosi, improvvisamente, dal sonno con l’imputato, intento a toccargli le zone erogene.

Ne nasceva un procedimento penale presso il tribunale di S. Maria C.V. e, all’allora indagato, veniva applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari, tutt’ora in corso.

A seguito di tale denuncia, gli inquirenti passavano al setaccio il telefono dell’imputato rilevando, dalle chat in esso contenute, che nel corso del tempo vi era stata un’attività, di spaccio da parte del V.V.

L’imputato, attraverso i legali a tal fine nominati, Avv. Ti Salvatore GIONTI e Luigi De BIASE, proponeva appello avverso la sentenza di primo grado.

La Corte, accogliendo i motivi proposti, ha riconosciuto l’attenuante della lieve entità sia con riferimento alla violenza sessuale che allo spaccio, riducendo la pena ad anni 5 mesi otto di reclusione, riducendo l’interdizione dai pubblici uffici ad anni 5, riducendo la misura di sicurezza ad anni uno.