I NOMI E LE FOTO. Lettere e minacce dal carcere al pentito per non parlare. Arrestato capoclan dei Casalesi e suo fratello

20 Novembre 2025 - 16:36

CASERTA – Anche dal carcere di Voghera, in provincia di Pavia, i vertici del clan dei Casalesi continuano a dettare la loro legge, usando parenti ancora liberi come tramite per un sistematico tentativo di condizionare un collaboratore di giustizia. Nella mattinata di oggi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Perugia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura diretta da Nicola Gratteri, nei confronti di un uomo di spicco del clan e del fratello, originari di Casal di Principe.

Si tratta di Nicola Pezzella, già in carcere, e Massimo Pezzella, fratello di Palummiello, che era a piede libero e ora è anche lui recluso. Nicola Pezzella è genero del defunto Carmine Schiavone e all’inizio di quest’anno aveva subìto un’altra misura cautelare relativa ad un giro di denaro del clan Bidognetti a Castel Volturno.

I due, difesi dall’avvocato Danilo Di Cecco, sono ritenuti responsabili del reato di induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all’Autorità Giudiziaria (con l’aggravante dei reati connessi ad attività mafiose), sono sospettati di aver orchestrato, tra il maggio 2024 e il giugno 2025, una campagna di intimidazioni ai danni di un pentito.

La vicenda prende le mosse da un’inchiesta della Procura di Perugia sul traffico internazionale di stupefacenti, che nel marzo 2023 aveva portato all’arresto, al confine con la Francia, di un corriere con 35 kg di eroina e cocaina. Questi aveva poi deciso di collaborare, svelando retroscena dell’organizzazione.

Proprio dalla sua cella, secondo le accuse, Nicola Pezzella si sarebbe servito del fratello in libertà per far recapitare al collaboratore 8 missive, sia dattiloscritte che manoscritte, dal contenuto chiaramente intimidatorio. L’obiettivo era persuadere il destinatario a ritrattare o a non deporre in un processo in cui l’uomo detenuto era coimputato, relativo a un traffico di droga internazionale gestito dai Casalesi.

L’esecuzione delle misure cautelari a Casal di Principe e Voghera segna un colpo assestato all’operatività del sodalizio criminale, dimostrando la sua capacità di agire e minacciare anche attraverso le sbarre. La Procura ricorda che gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a una sentenza definitiva e che il provvedimento è stato adottato in fase di indagini preliminari.