OMICIDIO IANNITTI. Ucciso dall’amico a 20 anni, nuovo esame sul corpo di Vincenzo. Spunta l’ipotesi di un complice

20 Giugno 2026 - 17:31

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto un’ulteriore consulenza medico-legale

SESSA AURUNCA – Nuovi accertamenti sul corpo di Vincenzo Iannitti, il giovane di 20 anni originario di San Castrese, frazione di Sessa Aurunca, ucciso lo scorso marzo dal suo amico Victor Uratoriu, 19enne di origini romene. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha disposto un’ulteriore consulenza medico-legale per fare piena luce su alcuni elementi rimasti ancora da chiarire.

L’esame, richiesto dal sostituto procuratore Gionata Fiore, si svolgerà mercoledì 24 giugno presso l’Unità di Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Al centro delle verifiche vi è soprattutto la ricostruzione delle fasi dell’omicidio. Gli investigatori vogliono stabilire se il giovane sia stato legato quando era ancora in vita oppure dopo il decesso. I dubbi sono emersi a seguito dei sopralluoghi effettuati nel mese di maggio nell’abitazione dove si è consumato il delitto, durante i quali sarebbero stati raccolti elementi non del tutto compatibili con la versione fornita dal reo confesso.

Restano inoltre da chiarire le modalità con cui il cadavere è stato occultato e il reale movente dell’omicidio. Parallelamente, i carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca stanno approfondendo una nuova pista investigativa che ipotizza il possibile coinvolgimento di un’altra persona, che avrebbe potuto fornire un aiuto nelle fasi successive al delitto.

Victor Uratoriu è attualmente indagato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi e occultamento di cadavere. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la tragedia si sarebbe consumata al termine di una lite. Il giovane avrebbe colpito Vincenzo con due fendenti alla gola utilizzando un coltello da cucina e, successivamente, avrebbe spinto il corpo nel cavedio dell’abitazione. Il cadavere sarebbe poi stato nascosto all’interno di un sacco e coperto con materiale di risulta.

Le indagini hanno inoltre ricostruito una serie di tentativi di depistaggio. Dopo la scomparsa dell’amico, il 19enne avrebbe persino contattato il padre della vittima offrendosi di partecipare alle ricerche. Agli investigatori avrebbe fornito versioni ritenute non attendibili, parlando anche di un presunto avvistamento di Vincenzo a Roma. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno invece documentato che il giorno della scomparsa i due erano entrati insieme nell’abitazione di Victor e che soltanto quest’ultimo ne era uscito.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane avrebbe fatto ritorno più volte nel luogo in cui aveva nascosto il corpo nel tentativo di eliminarne ulteriormente le tracce. Proprio uno di questi sopralluoghi avrebbe attirato l’attenzione dei carabinieri. Nel frattempo, il processo di decomposizione del cadavere aveva provocato un forte odore avvertito dai residenti della zona, inizialmente attribuito a un problema della rete fognaria.