TUTTI I NOMI. Medici degli ospedali di MARCIANISE e MADDALONI e i certificati falsi per fregare le assicurazioni. Cambia uno dei giudici del processo
30 Novembre 2025 - 19:30
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SANTA MARIA CAPUA VETERE – Si è tenuta nelle scorse ore una delle prime udienze nel processo che vede coinvolti oltre cinquanta imputati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, al falso e alla truffa alle compagnie assicurative.
La causa è stata riassegnata al giudice Stravino dello stesso collegio (C) del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, a causa di un’incompatibilità del giudice D’Angelo. Specifica sollevata dallo stesso componente del collegio, avendo avuto un precedente ruolo nel caso. Infatti, il giudice D’Angelo ha operato come GIP (Giudice per le Indagini Preliminari). In tale veste, fu proprio lui a firmare alcuni dei provvedimenti investigativi più delicati, tra cui i decreti di acquisizione dei tabulati telefonici che costituiscono una delle prove cardine dell’accusa.
Questa sua pregressa partecipazione alle fasi investigative lo pone ora in una posizione di potenziale conflitto di interessi giudiziale, poiché un giudice non può valutare in sede di merito l’utilizzabilità di prove che lui stesso ha autorizzato in fase di indagine.
Il procedimento penale poggia sulla richiesta di rinvio a giudizio firmata dal sostituto procuratore Gerardina Cozzolino per 52 persone, poi divenuta 36, ritenute parte di un’organizzazione sistematica per frodare le assicurazioni attraverso la messa in scena di falsi incidenti stradali.
Secondo l’accusa, l’organizzazione reclutava soggetti poco abbienti, spesso con fratture o lesioni pregresse, per farli passare al Pronto Soccorso degli ospedali di Maddaloni e Marcianise come vittime di incidenti inesistenti. Qui, il sistema trovava il suo completamento in medici e infermieri collusi, che redigevano referti falsi. La Procura indica come capi e promotori i fratelli Gianluca Di Sarno e Guglielmo Di Sarno, affiancati dai loro uomini fidati Antonio Abbatiello ed Emilio Acunzo.
La rete sanitaria complice, secondo le indagini, includeva medici come Domenico Fiorito, Salvatore Salvemini e Gennaro Rondinone (attivi negli ospedali di Marcianise e Maddaloni), e infermieri come Angelo Pamiero, caposala al pronto soccorso di Marcianise, e Antonio Letizia, dell’archivio della Direzione sanitaria dello stesso nosocomio. Sono coinvolti anche altri medici esterni: Andrea Cipullo (Casa di cura Santa Maria della salute di Santa Maria Capua Vetere), Raffaele Biello (Casa di cura Grimaldi di San Giorgio a Cremano) e Luciano Cremona (ambulatorio di Ortopedia del Cardarelli).
Completavano il meccanismo fraudolento una serie di studi diagnostici “fantasma”, intestati a società come Omnia Albatros, Socrate e Athena. In questi centri, formalmente intestati a prestanome, venivano rilasciati referti medici firmati dal dottor Giuseppe De Santis e dal tecnico di radiologia Mario D’Angelo. La Procura ritiene che i veri gestori fossero Raffaele Santangelo, Paolo Franco e Trombetti D’Orta.
Tanti gli avvocati presenti nel collegio difensivo, tra cui Ferdinando Letizia, Mirella Baldascino, Carlo De Stavola, Bruno Moscatiello, Giuseppe Scala, Michele Di Fraia e altri ancora. La lista completa degli imputati che dovranno rispondere delle accuse è la seguente:
- Antonio Abatiello
- Emilio Acunzio
- Emilio Baldascino
- Raffaele Biello
- Giovanni Cimmino
- Olimpio Costantino
- Flavia Davide
- Carmine De Simone
- Gianluca Di Sarno
- Guglielmo Di Sarno
- Mario D’Angelo
- Giuseppe De Santis
- Antonio Del Vecchio
- Luigi Fontanella
- Angelo Ferraro
- Domenico Fiorito
- Paolo Franco
- Patrizia Intorto
- Francesco Antonio Landolfi
- Antonio Letizia
- Raffaele Marrandino
- Mariangela Masella
- Adriana Mottola
- Massimiliano Pagano
- Gianluca Piazza
- Fabio Pirozzi
- Alessandro Piscitelli
- Giulio Puzzi
- Gennaro Rondinone
- Antonio Russo
- Francesco Russo
- Gianni Russo
- Salvatore Salvemini
- Raffaele Santangelo
- Esterina Tavoletta
- Massimo Vaio
- Luigi Varone
