CASERTA. Super appalto al casalese-vairanese Armando Conte, assegnato dal dirigente Luigi Vitelli: il Consiglio di Stato sospende la bocciatura del Tar ma secondo noi, se esiste la legge, questa premia in generale i furbi ed è tecnicamente criminogena
29 Novembre 2025 - 17:09
Rispetto al nostro articolo di ieri, abbiamo appreso da stamattina del pronunciamento del Consiglio di Stato dello scorso 7 novembre. Vi spieghiamo cosa è successo e l’operazione suggerita qualche mente finissima dello scorso 20 agosto
CASERTA – C’è un principio costituzionale che appartiene, a nostro avviso, al diritto naturale, al diritto delle genti, talmente chiaro ed evidente da non poter essere seriamente messo in discussione: afferma che giammai da un illecito può derivare un vantaggio per chicchessia.
Beh, la legge è legge e si rispetta a prescindere, ma in Italia bisogna avere le mutande di zinco per sopportare tutto ciò che viene fuori dalla nostra legislazione.
L’articolo 12-bis del Decreto-Legge 16 giugno 2022, n. 68, “Disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile, nonché in materia di grandi eventi e per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”, varato dall’allora governo Draghi, afferma al comma 1, ultimo periodo:
“Nel caso in cui l’udienza di merito non si svolga entro i termini previsti dal presente comma, la misura cautelare perde efficacia, anche qualora sia diretta a determinare un nuovo esercizio del potere da parte della pubblica amministrazione.”
Questo decreto fu probabilmente varato in buona fede dal governo, in vista dei tempi cogenti e non certo comodissimi imposti dall’Unione Europea per l’utilizzo dei fondi PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
In poche parole, se questi termini sono scaduti, il fatto che l’aggiudicazione di un appalto milionario come quello dell’asilo nido di via Martiri di Bellona sia stato demolito dal giudice naturale – in questo caso il TAR di Napoli, che ha accertato e sentenziato l’irregolarità, per noi l’illegalità, dell’aggiudicazione alla Alfa Group – non conta nulla, perché il contratto stipulato con il Comune di Caserta dal solito ingegnere Luigi Vitelli rimarrà valido, fermo restando che la sua irregolarità, in questo caso conclamata dalla sentenza del TAR, potrà essere oggetto di un’azione risarcitoria da parte di chi ha vinto il processo al TAR ma che, mai come in questo caso, potrà esporre un cartello con scritto a caratteri cubitali la seguente frase: “La ragione è dei fessi.”
Cosa è successo in più rispetto a quanto da noi scritto ieri? È successo che il Consiglio di Stato, lo scorso 7 novembre, si è pronunciato sul ricorso finalizzato innanzitutto a ottenere la misura cautelare della sospensiva del giudizio di merito del TAR Campania presentato da Alfa. La sospensiva è arrivata proprio in base a quell’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 12-bis.
In poche parole, nell’agosto scorso la sospensiva della determina con la quale – manco a dirlo – Vitelli aveva aggiudicato per 18 centesimi di punto ad Alfa la progettazione e i lavori della scuola dell’infanzia per quasi 2 milioni di euro non era più valida per scadenza dei termini, quindi incrociava la norma prevista dall’articolo 12-bis, ultimo periodo del primo comma del decreto PNRR.
Ma come potevano essere rispettati i termini, ci chiediamo, se ad agosto era in vigore la cosiddetta “feriale”, per effetto della quale il TAR Campania non fissa e non tiene nessuna udienza?
E allora qualche mente finissima ha costruito, nonostante il fatto che il TAR avesse fissato – in ossequio a un’altra decisione del Consiglio di Stato risalente allo scorso giugno – una rapida data, il 24 settembre, per tenere quell’udienza di merito che avrebbe poi stabilito l’illegittimità totale dell’aggiudicazione all’Alfa Group dell’imprenditore casalese-vairanese Armando Conte…
Qualche mente finissima, dicevamo, ha trasformato la facoltà in azione e il 20 agosto, nonostante fosse tutto sub iudice, Vitelli e Conte hanno stipulato il contratto, sapendo bene che l’eventuale revoca – avvenuta puntualmente – avrebbe sbattuto contro un ricorso mirato, presentato al Consiglio di Stato, il cui esito è stato pubblicato il 7 novembre scorso, con fissazione dell’udienza di merito al prossimo 22 gennaio, dove la ricorrente principale, ossia la defraudata Arco Srl, potrà far valere ragioni solide fatte proprie dalla sentenza del TAR.
Con ogni probabilità, il Consiglio di Stato affermerà che l’aggiudicazione è stata illegittima, che ad Arco Srl sono stati sottratti quattro punti nella valutazione dell’offerta tecnica, ma siccome c’è una legge che collega il rispetto dei termini alla validità di un contratto anche se questo è patentemente illegittimo, Alfa e Conte faranno i lavori e incasseranno i soldi.
Se questa è giustizia, ditelo voi, cari lettori.
Ma probabilmente, a gennaio, bisognerà discutere anche della questione dei termini. Si dovrà capire se nei termini va calcolato anche il mese di feriale. Operazione che il Consiglio di Stato ha fatto nel momento in cui ha accolto la richiesta di sospensiva che permette ad Alfa di continuare la fase di progettazione e iniziare i lavori.
Questo articolo non era previsto, ma è diventato doveroso nel momento in cui abbiamo appreso dell’ordinanza del Consiglio di Stato dello scorso 7 novembre. Ma non cancella dal nostro programma ciò che è previsto per dopodomani, lunedì, quando illustreremo le ragioni molto serie e stringenti che il TAR ha esposto quando ha deciso che l’appalto vinto da Alfa Group è stato assegnato illegittimamente da Luigi Vitelli.
Sempre lunedì pubblicheremo la nota inviataci oggi dall’avvocato Paolo Centore, difensore di Alfa, con il quale avremo il piacere di confrontarci in una dialettica civile e costruttiva, finalizzata a esprimere la piena volontà di inchinarsi al diritto, ma anche il diritto di criticarlo e attaccarlo.
Una legge si rispetta, a una legge ci si inchina, ma si può tranquillamente affermare che si tratta di una legge stupida e tecnicamente criminogena.
