I NOMI. TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI: 49 indagati tra avvocati, medici e testimoni fantocci. Coinvolta anche la moglie di un ex giudice
1 Dicembre 2025 - 12:09
Le accuse vanno dall’associazione a delinquere alla truffa aggravata, dalla falsità documentale all’indebita percezione di contributi pubblici, fino all’auto-riciclaggio, a seguito dell’inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Iolanda Gaudino, della Procura di Santa Maria Capua Vetere
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MADDALONI – Quarantanove persone sono state iscritte nel registro degli indagati con accuse che vanno dall’associazione a delinquere alla truffa aggravata, dalla falsità documentale all’indebita percezione di contributi pubblici, fino all’auto-riciclaggio, a seguito delle indagini coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Tra gli indagati figurano un avvocato, due medici di base, falsi testimoni e faccendieri, tutti coinvolti in un articolato sistema di truffe assicurative, mirato alla simulazione di sinistri stradali.
L’inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Iolanda Gaudino, ha messo in luce un vasto giro di truffe operative soprattutto tra Maddaloni e la provincia di Benevento, con picchi di attività fraudolenta tra la fine del 2020 e la metà del 2022.
Gli indagati avrebbero creato un collaudato sistema di falsificazioni documentali per simulare sinistri stradali mai avvenuti. Il fine era ottenere risarcimenti da parte delle compagnie assicurative, oltre a benefici fiscali e contributi pubblici non dovuti. Il cuore del meccanismo coinvolgeva la creazione di certificati medici falsi, referti ospedalieri e dichiarazioni di testimoni fittizi, tutti strumenti necessari per giustificare sinistri che non si erano mai verificati.
In questo contesto, Biagio Barbaro e Francesco D’Addio figurano come i principali organizzatori del gruppo. D’Addio, un avvocato con studio a Maddaloni, avrebbe coordinato l’intera operazione, reclutando persone che si prestavano a dichiarare falsamente di essere coinvolte in incidenti e procurandosi i mezzi “incidentati”. Inoltre, l’avvocato avrebbe utilizzato la sua esperienza legale per difendere i sinistri falsi nelle aule di tribunale, studiando strategie per vincere le cause legate a incidenti simulati.
Tra i professionisti coinvolti, figurano Giovanna Liguori e Giovanni Fontarella, medici di base attivi nelle zone di Maddaloni e Arienzo. Liguori, inoltre, è la moglie di un ex giudice di pace che, in passato, era stato coinvolto in un’indagine simile, che si era conclusa con il suo proscioglimento. I medici avrebbero rilasciato certificati medici attestanti lesioni inesistenti, fondamentali per far proseguire le richieste di risarcimento da parte dei “fantocci” coinvolti nel sistema.
Non meno importanti sono stati i falsi testimoni, che hanno reso dichiarazioni false sui sinistri mai avvenuti. I faccendieri reclutavano le persone disposte a simulare gli incidenti, fornite di veicoli da incidentare appositamente. Questi testimoni, attraverso dichiarazioni false, avrebbero contribuito a “certificare” l’esistenza di incidenti che, in realtà, non erano mai avvenuti.
