MARCIANISE. Basta chiacchiere: il punto della crisi amministrativa si chiama Pasquale Salzillo e il potere smisurato nel settore delle concessioni. Il sindaco non ha attuato rotazione e quindi è un suo complice

2 Dicembre 2025 - 19:15

Zannini cerca di comprarsi politicamente Giuseppe Tartaglione che stavolta diventa sceriffo di onore e di dignità e “lo manda a comprare il sale”. Un orribile mercimonio di offerte di bassa clientela a colpi di ribaltini, ribaltoni e trasformismi. Mai questa città aveva vissuto un degrado morale di questo livello. Eppure basterebbe un solo atto al primo cittadino per cominciare a sturare e a bonificare la fogna. Ma non lo fa e se non lo fa da due anni vuol dire che c’è qualcosa sotto perché Salzillo in un clima più costruttivo e più dialogante all’interno del consiglio comunale, non ha alcuna possibilità di mandarlo a casa. E allora, ripetiamo, se il primo cittadino difende con le unghie e con i denti il controllo dell’urbanistica e dello sportello unico dell’edilizia per Salzillo e Piccolo, ci deve essere necessariamente, gioco forza, qualcosa sotto

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MARCIANISE – (g.g) Uno dei motivi principali della maturazione di un nostro punto di vista negativo sul sindaco Antonio Trombetta è legato alla particolare presenza e alla peculiare incidenza, nettamente preponderante su gli altri centri di potestà del comune di Marcianise, da parte di Pasquale Salzillo, detto salame, il quale però tutto è fuorchè un salame dato che i veri salami sono quelli che gli consentono di fare quello che fa, di essere il centro nevralgico della macchina, a nostro avviso tossica e intossicante, dei poteri municipali in quel di Marcianise

Non c’è alcun dubbio che il sindaco Trombetta abbia difeso strenuamente questa posizione di Pasquale Salzillo e la possibilità straripante di gestire potere che poi è uno dei motivi principali, anzi il principale, per cui ha raccolto 3300 voti di preferenza alle ultime elezioni regionali, a fronte dei 2mila e qualcosa riportati dalla consigliere uscente Maria Luigia Iodice che non ha un DNA da macchina da guerra nel governo clientelare delle cose e del “Particulare” così come fu meravigliosamente teorizzato e definito nella sua versione effettuale da Francesco Guicciardini; non ce l’ha rispetto a quanto questa caratteristica sia dentro a ogni tessuto cerebrale di Pasquale Salzillo.

Ed è per ciò che la Iodice ha ragione nel passare all’opposizione in un’amministrazione che lei stessa ha creato e che è scivolata nel degrado morale, come noi, che la sappiamo lunga e che di “Pasquali salami” ne abbiamo incontrati a bizzeffe nella nostra vita, abbiamo capito sin dall’inizio, sin da quando abbiamo registrato una resistenza anomala, fortissima, dilatoria e  comprensibile solo se finalizzata a coprire obiettivi oscuri e inconfessabili, nel rendere trasparente e accessibile la sezione del sito del comune riguardante il  Sue, dello sportello unico dell’edilizia, cioè il luogo virtuale per chi ne consulta i contenuti, tremendamente fisico per chi è coinvolto nelle sue dinamiche che, connota la gestione clientelare di un sistema amministrativo.

Da quelle nostre denunce che risalgono all’autunno del 2023 sono trascorsi ben due anni. Sì, in effetti qualcosa, a seguito di quel nostro “bombardamento” è cominciato a comparire nell’albo pretorio, ma non sappiamo se è comparso tutto tra permessi a costruire, Scia, dinieghi, in modo da poter intuire anche quelle pratiche che vengono messe a bagnomaria e che a nostro avviso sono le più inquietanti di tutte.

C’è stato un giro di valzer delle deleghe nelle aree tecniche. Nonostante ciò, il sindaco Trombetta continua a utilizzare un dirigente dall’alta caratura tecnico professionale, come Fulvio Tartaglione, di gran lunga il più qualificato nella materia dell’urbanistica, nel settore della cultura confermando quello che l’allora sindaco Velardi, per mera punizione, fece e che rappresenta secondo noi e anche secondo l’opposizione che lo ha messo nero su bianco con ampie argomentazioni in interrogazioni e pubblici documenti, un danno erariale che meriterebbe un intervento perentorio della Corte dei Conti. Tutto ciò lo diciamo noi che durante la nostra vita professionale non siamo stati affatto teneri con Fulvio Tartaglione quando operava nel settore urbanistica del comune, ma che non era arrivato neanche lontanamente ai livelli raggiunti da Angelo Piccolo etero diretto da Pasquale Salzillo. Alla fine nel patto pre elezioni regionali di rimescolamento delle deleghe nei settori tecnici, Iuliano che in questa stagione della sua vita è diventato zinziano, dopo essere stato tante altre cose in passato, e che protetto dall’assessore ai lavori pubblici Stefano Farro, è andato ad occupare una Ripartizione addirittura inventata di sana pianta, quella del PNRR. Il De Filippo è stato messo all’area dei lavori pubblici, ignominosamente proposta proprio a Fulvio Tartaglione dal sindaco Trombetta pur di non farlo ritornare nella ripartizione dell’urbanistica, perché quello è e deve rimanere un feudo di Angelo Piccolo, ex vigile urbano divenuto il dominus, il decisore su quello che si può costruire e di quello che non si può costruire a Marcianise

 Un dominus che ha condiviso per anni e anni un rapporto professionale di collaborazione para societaria con Pasquale Salzillo in uno studio diciamo così creativo, con gli altri due fratelli Piccolo sempre molto attivi e col costruttore Colella lì a dare le benedizioni. Questo lo sanno tutti a Marcianise.  E costituisce una vergogna politica, amministrativa e morale che la delega allo sportello unico dell’edilizia sia intoccabile e mai sottoponibile ad un sistema di rotazione che è non solo raccomandata un giorno sì e l’altro pure dall’Anac, ma è citata in tantissime ordinanze di diritto penale come biasimo inflitto a chi non l’attiva.

Per cui basta con questa leggenda metropolitana del sindaco “buon uomo”, del sindaco brava persona. Il sindaco Trombetta sa come funzionano le cose nel suo; sa che esiste un grumo di poteri che si addensano da anni e anni al suo interno; sa che ci sono studi professionali ben definiti, professionisti che vengono caldamente consigliati ai cittadini, a chi vuole costruire una casa, a chi vuole realizzare un opificio, un supermercato, un negozio. Lo sa e nonostante questo non interviene applicando un principio, quello della rotazione, che non è un elemento discrezionale ma dovrebbe costituire un impegno di trasparenza reale non parolaio e chiacchierologico, inflizione e afflizione quotidiana del sindaco “buon uomo” che ormai non prende in giro più nessuno.

Questo momento amministrativo complesso lo sta affrontando insieme a Pasquale Salzillo, insieme ad Enzo Letizia con cui entrambi scorrazzava in auto ieri sera e lo sta affrontando sempre con l’idea fissa di tutelare il feudo di potere di Pasquale Salzillo e Angelo Piccolo. Sa bene Trombetta che se aprisse un confronto partendo dalla postazione di controllo per lo sportello unico dell’edilizia, si creerebbero condizioni molto più serene per trovare un punto di incontro e per continuare la consiliatura. Ma non lo fa. Perché tra le tante cose comprensibilmente ingenue pronunciate dalla Iodice nel suo discorso in consiglio comunale lei un concetto molto fondato lo ha espresso. Un concetto che sviluppa una definizione: Antonio Trombetta è il vice sindaco del vice sindaco. Aggiungiamo noi, a pensarci bene, neanche questo è il sindaco Trombetta perché uno come Angelo Piccolo conta 100 volte di più di lui nei rapporti sempre più antichi e più solidi con Pasquale Salzillo.

Si ripristini una vera trasparenza, si riporti di nuovo Fulvio Tartaglione nella postazione dove è giusto ed è serio debba stare. Si arresti il danno erariale enorme che Trombetta sta provocando pagando un tecnico eccellente nell’urbanistica per fare nulla, per tenerlo nell’esilio siberiano della delega alla cultura.

Lo faccia unilateralmente il sindaco altrimenti non si può non pensare che sia quantomeno verosimile il sospetto che esistano delle cointeressenze non rilevate, ma percepibili, tra lui e Pasquale Salzillo. Quest’ultimo è stato afflitto dalla tipica sindrome del candidato neofita alle elezioni regionali, competizione che dà alla testa a tanti, in cui, per dirla in dialetto, in tanti s’ fann’ e ‘ cap.  Ha pensato di potere essere addirittura eletto e quindi di poter superare i due uscenti Antonella Piccerillo e Massimo Grimaldi, quest’ultimo con 4 legislature già alle spalle e quindi con un’esperienza elettorale molto difficile da combattere. Ora, naturalmente, Salzillo non dorme la notte per evitare di andare a casa ma anche per evitare di perdere il controllo dello sportello unico dell’edilizia. Pasquale Salzillo detto salame è diventato un peso politico pericoloso anche per Gianpiero Zinzi il quale si illude che, da qui ad un anno e mezzo quando si voterà, presumibilmente per le elezioni politiche, Salzillo possa mettere a disposizione della Lega tutto il potere e gli strumenti di persuasione elettorale che ha usato in queste regionali. E’ un’ illusione perché Pasquale Salzillo si è fatto arruolare da Zinzi dopo che la Iodice aveva rifiutato la candidatura con la Lega. E si è fatto arruolare solo perché Zinzi l’aveva garantita a lui.

Per cui il problema non è quello di un azzeramento delle deleghe da parte del sindaco. Trombetta deve sì azzerare le deleghe ma non quelle degli assessori ma quelle dei dirigenti partendo dalla delega divenuta eterna e intoccabile, Angelo Piccolo, in questo tempo controfigura di Salzillo.

Il punto di snodo di questa ennesima crisi politico-amministrativa è costituito da questo atto che Trombetta non vuole fare al punto da rischiare, ancora una volta, di andare a casa, suo malgrado, e al punto da ricorrere penosamente di nuovo a Giovanni Zannini il quale chiama a Giuseppe Tartaglione che, da parte sua, sta dimostrando di essere sceriffo per davvero, sceriffo onore e di dignità rispedendo, questa volta,  al mittente le profferte dell’interprete della politica più orrenda che la provincia di Caserta ricordi e che nel momento in cui la fascia tricolore lo utilizza ancora una volta  come interlocutore, declina i tratti di una somatica politica tutt’altro che rassicurante, tutt’altro che disegnata di bonomia di un sindaco che, francamente, ne abbiamo visti tanti in azione a Marcianise, ma uno così veramente ha spiazzato noi e anche la storia della sua città.