Problemi per una bambina ricoverata all’OSPEDALE DI CASERTA. Ora i genitori vogliono il risarcimento
7 Dicembre 2025 - 09:00
CASERTA – Un’altra causa legale coinvolge l’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta. Questa volta a promuovere il giudizio sono i genitori di una bambina, M.C., che sostengono di aver subito danni a seguito delle cure ricevute durante un ricovero avvenuto nel febbraio 2010.
La decisione di difendersi è stata formalizzata dal direttore generale Gennaro Volpe con una delibera del 25 novembre scorso. Il 10 novembre 2025, i signori M.A. e L.I., in qualità di genitori ed esercitanti la potestà sulla figlia minore, hanno presentato un “ricorso per consulenza tecnica preventiva” presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’obiettivo dell’atto, come previsto dall’articolo 696-bis del codice di procedura civile, è quello di ottenere una perizia tecnica preliminare per valutare i presupposti di un eventuale risarcimento, tentando anche una composizione stragiudiziale della controversia.
Il ricorso è stato notificato all’ospedale e riguarda le cure prestate alla piccola M.C. durante il ricovero del 9 febbraio 2010, cioè oltre quindici anni fa. L’azienda ospedaliera, dopo aver condotto un’istruttoria interna, ha deciso di costituirsi in giudizio per difendere la propria posizione. Anche in questo caso, la difesa è stata affidata ai due legali interni dell’ufficio affari legali: l’avvocato Domenico Sorrentino (direttore dell’UOC) e l’avvocato Antimo D’Alessandro.
A supporto della difesa tecnica, la delibera nomina lo stesso pool di consulenti già visto nella causa precedente: il dottor Pasquale Giugliano (direttore della Medicina Legale), insieme ad altri tre medici dirigenti della stessa unità e al direttore del reparto coinvolto nei fatti del 2010.
