Accusato di maltrattamenti davanti alla figlia minore, ASSOLTO perchè “Il fatto non sussiste”
4 Dicembre 2025 - 11:49
Nel corso del dibattimento, i difensori, l’Avv. Claudio Fusco per il procedimento penale e l’Avv. Angela Auriemma per quello civile, hanno depositato documenti e testimonianze che hanno offerto una ricostruzione dei fatti diversa da quella della denunciante
NOLA – È stato assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste” l’imputato D.A.F., accusato dalla moglie di maltrattamenti in famiglia, aggravati dalla presenza della figlia minore. Si trattava di accuse particolarmente gravi che, nella fase delle indagini preliminari, avevano portato all’applicazione nei suoi confronti della misura cautelare del divieto di avvicinamento, con braccialetto elettronico.
La donna aveva riferito di aver subito nel tempo episodi di violenza fisica e verbale, soffermandosi in particolare su quanto sarebbe avvenuto nel maggio 2024, circostanza in cui sosteneva di aver riportato lesioni. L’imputato, tuttavia, sin dall’inizio si era dichiarato innocente, affermando, tramite i propri difensori, l’Avv. Claudio Fusco per il procedimento penale e l’Avv. Angela Auriemma per quello civile, che le accuse sarebbero nate da una crisi familiare legata a un tradimento.
Nel corso del dibattimento, la difesa ha depositato documenti e testimonianze che hanno offerto una ricostruzione dei fatti diversa da quella della denunciante. Ma l’elemento ritenuto più rilevante dal Tribunale è emerso durante l’esame della presunta vittima: le sue dichiarazioni risultavano in conflitto con quelle di altri testimoni e, in particolare, rispetto all’episodio delle presunte lesioni, la donna avrebbe fornito tre versioni differenti.
Tali contraddizioni, unite agli elementi prodotti dalla difesa, hanno inciso in modo determinante sulla valutazione di credibilità della testimone.
All’udienza del 3 dicembre 2025, il Tribunale di Nola, in composizione collegiale, ha pronunciato la sentenza di assoluzione totale dell’imputato, riconoscendo che non vi erano elementi idonei a dimostrare la sussistenza dei fatti contestati.
Con la decisione, cade dunque ogni accusa nei confronti di D.A.F., che vede confermata la propria versione dei fatti dopo un procedimento particolarmente delicato.
