TERRENI DEL CLAN. In SEI a processo per riciclaggio e favoreggiamento

8 Dicembre 2025 - 12:05

Contestati affari illeciti su 13 ettari a Grazzanise. Il processo partirà a gennaio

CASAL DI PRINCIPE – Terreni agricoli a ridosso dell’aeroporto militare di Grazzanise che per la Direzione Distrettuale Antimafia nasconderebbero un’eredità pesante: quella di Francesco Schiavone, alias Sandokan, storico capoclan dei Casalesi. Un patrimonio occulto, secondo la DDA, tenuto lontano dai riflettori grazie a una rete di prestanome, e finito di recente sul mercato per fare cassa.

È proprio su questi appezzamenti – circa 13 ettari in località Selvalunga – che si è concentrata l’indagine della PM Simona Belluccio, che ha chiesto e ottenuto dal gip Fabrizio Finamore il giudizio immediato per sei persone. Si tratta di Ivanhoe Schiavone (37 anni) e suo zio Antonio (63), rispettivamente figlio e fratello del boss, attualmente in carcere; Amedeo De Angelis (57), anche lui detenuto; Pasquale Corvino (55) e Francesco Paolella (73), ai domiciliari; e infine Emilio Graziano (54), di Castel Volturno.

Per Ivanhoe Schiavone e Corvino l’accusa è di ricettazione e riciclaggio aggravato dal metodo mafioso. I due avrebbero tentato di piazzare sul mercato i terreni acquistati dal boss negli anni ’90 e fittati fittiziamente a un contadino, successivamente allontanato per evitare ostacoli alla vendita. Antonio Schiavone, De Angelis e Paolella rispondono invece di un’ulteriore operazione di riciclaggio e autoriciclaggio da 110mila euro. Per Emilio Graziano l’accusa è di favoreggiamento: avrebbe fatto da tramite tra gli indagati, ostacolando le indagini.

Il processo, salvo scelte alternative di rito, inizierà a metà gennaio davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.