L’intervento chirurgico finisce male per la paziente. E l’OSPEDALE DI CASERTA paga risarcimento da oltre 100 MILA EURO

8 Dicembre 2025 - 17:57

CASERTA – L’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta è stata condannata a pagare oltre 132mila euro a una paziente per danni subiti a seguito di un intervento chirurgico eseguito nel 2012. Lo stabilisce un’ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, divenuta esecutiva e che l’ospedale ha ora formalmente recepito con una propria determinazione dirigenziale.

La vicenda risale al 23 luglio 2012, quando la signora A.S. fu sottoposta a un’operazione presso l’ospedale casertano. A distanza di quasi cinque anni, nell’aprile 2017, i legali della donna presentarono una richiesta di risarcimento per i danni patiti, ritenuti conseguenza dell’intervento.

La pratica ha attraversato un lungo iter giudiziario, che ha incluso una Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) i cui esiti si sono rivelati sfavorevoli per l’ospedale. La compagnia assicurativa con cui l’AORN aveva una polizza di responsabilità civile, la AmTrust, aveva proposto una transazione, ma il Comitato di Vigilanza Sanitaria dell’ospedale decise di non accettarla, optando per difendersi in giudizio.

La sentenza, emessa il 20 ottobre 2025 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha accolto integralmente la domanda della signora A.S. e condannato l’ospedale al pagamento di: 87.563,00 euro a titolo di risarcimento danni; 17.150,83 euro per interessi maturati sulla somma principale; oltre 27.000 euro per il rimborso delle spese legali, degli onorari dei consulenti tecnici e dei costi processuali, ripartiti tra l’avvocato della parte lesa, la compagnia assicurativa e i periti.

Con la determinazione n. 1190 del 5 dicembre 2025, il Direttore dell’UOC Affari Legali dell’ospedale, l’avvocato Domenico Sorrentino, ha dato esecuzione alla condanna, autorizzando il pagamento della somma complessiva di 132.565,01 euro. La cifra sarà prelevata dal fondo interno di “autoassicurazione” dell’azienda, dato che la polizza con AmTrust aveva ormai esaurito il proprio massimale di copertura.

L’atto sottolinea la necessità di procedere al pagamento per “scongiurare ulteriori aggravi di oneri” e per evitare il rischio di un’esecuzione forzata da parte della creditrice, che avrebbe comportato maggiori costi e il vincolo delle somme presso il tesoriere. La vicenda si chiude quindi con un pesante esborso per le casse dell’ospedale, a fronte di una vicenda chirurgica risalente a tredici anni fa e di un contenzioso durato otto.