Turista casertana vola in Thailandia, ma la sua valigia scompare per giorni
14 Dicembre 2025 - 13:30
CASERTA – Una vicenda legata a un bagaglio in ritardo e danneggiato si complica dopo il pronunciamento della Corte di Cassazione. I giudici della Terza Sezione Civile hanno infatti annullato la sentenza con cui il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva condannato la compagnia aerea russa Aeroflot a risarcire una passeggera di Caserta.
La donna denunciava il ritardo di quattro giorni nella riconsegna di una valigia imbarcata su un volo da Roma Fiumicino a Phuket, in Thailandia, avvenuto nell’aprile 2017. Il bagaglio, oltre a essere arrivato tardi, risultava anche danneggiato. Per questo chiedeva un risarcimento di circa 1.240 euro per il danno da ritardo, più 388 euro per gli acquisti urgenti resisi necessari.
Il Giudice di pace di Caserta, nel 2019, aveva dato ragione alla passeggera, condannando Aeroflot a pagare 1.071,63 euro. La compagnia aerea si era appellata al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ma nel 2022 la sentenza era stata confermata. Aeroflot ha quindi presentato ricorso alla Cassazione.
La compagnia aerea si è appellata alla Cassazione sostenendo che si dovesse applicare la vecchia Convenzione di Varsavia, che prevede tempi stretti per fare reclami (entro 7 o 21 giorni) e limiti di risarcimento più bassi. I giudici di secondo grado avevano invece applicato la convenzione più moderna e favorevole ai passeggeri (Montreal).
I giudici hanno rilevato un “grave errore logico” nel ragionamento del Tribunale. Per escludere la Convenzione di Varsavia, i giudici di merito avevano mal interpretato una clausola dello stesso contratto di Aeroflot, che in realtà ne prevedeva l’applicazione per i voli internazionali. La motivazione della sentenza è stata giudicata insufficiente e illogica.
La sentenza di condanna è stata cassata. La causa torna al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che dovrà esaminarla di nuovo con un giudice diverso. Il nuovo processo dovrà stabilire definitivamente quale convenzione si applichi, se il reclamo fosse stato fatto in tempo utile e, solo allora, calcolare l’eventuale risarcimento. Per la passeggera, la vittoria ottenuta non è più valida e tutto sarà ridiscusso.
