PRESUNTE MAZZETTE AL SINDACO. La seconda possibile corruzione sui fondi Pnrr. E una cosa nostra: solito ribasso scandalo del 4,93%
13 Dicembre 2025 - 14:11
In uno stralcio del decreto di perquisizione, eseguito nei confronti del primo cittadino di Castel Volturno Pasquale Marrandino e dell’ingegnere di Cancello e Arnone Daniele De Caprio, salta fuori la citazione di un’intercettazione in cui i due avrebbero, secondo i Pm, cominciato a stringere un accordo anche per i lavori di Parco Faber. E allora, siccome il responsabile dell’Utc Gennaro Campoli è stato interrogato per ore…
CASTEL VOLTURNO – La speranza è che le diverse ore trascorse negli uffici della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere dall’ingegnere Gennaro Campoli, responsabile dell’UTC del Comune di Castel Volturno, siano servite agli inquirenti – in particolare ai sostituti procuratori Giacomo Urbano e Maria Ida Capone – per acquisire nuove consapevolezze utili ad arrivare all’accertamento dei fatti, per come questi si sono effettivamente verificati, in relazione all’incarico ricevuto dal presunto corruttore Daniele De Caprio, ingegnere di Cancello e Arnone, di collaudatore.
In effetti, i magistrati qualche consapevolezza ce l’hanno sul fatto che anche questo incarico, così come quello di DEC (direttore dell’Esecuzione del Contratto) che legava – e lega – il Comune di Castel Volturno all’associazione temporanea di imprese formata anche dalla Magenta Srl, società della famiglia Di Nardi, di cui è titolare Miriam D’Aniello, moglie di Alberto Di Nardi, fosse viziato da una relazione impropria e probabilmente corruttiva tra il citato Daniele De Caprio e il sindaco Pasquale Marrandino.
Stavolta, però, almeno valutando ciò che i pm hanno riversato negli allegati del decreto di perquisizione ormai arcinoto, la certezza non c’è. Lo si comprende da un passaggio in cui si legge:
«Per quanto emerge dalle attività tecniche in atto, sono in programma ulteriori accordi tra Marrandino e De Caprio, tesi ovviamente ad ottenere una nuova assegnazione di un affidamento e/o di un appalto. Si rinvia a uno stralcio della trascrizione del 14.04.2025, dalla quale si desume chiaramente l’intento dell’ingegnere di Cancello e Arnone».
Dunque, “sono in programma”. Noi l’intercettazione non l’abbiamo ancora letta, ma la leggeremo ed esprimeremo il nostro punto di vista solo alla luce della documentazione consultata. L’espressione utilizzata dai pm è assimilabile a quella che chi ha studiato in una facoltà di Lettere – antiche o moderne – o abbia frequentato un liceo classico o scientifico conosce come perifrastica attiva: in poche parole, “sta per succedere”.
Non a caso, i francesi utilizzano la locuzione “sur le point de”.
Veniamo all’ultimo passaggio di questo articolo. Si tratta di una nota a margine, poiché i magistrati la citano come elemento di completamento della trattazione relativa alla gara per il “recupero, riutilizzo, riconversione e valorizzazione del waterfront del Parco Faber, già Parco Allocca, confiscato alla camorra e destinato a centro antiviolenza, casa rifugio, nido e micronido 0-36 mesi”.
Al di là del termine waterfront (il lungomare), che ci suggerirebbe una battuta sull’amministrazione comunale di Castel Volturno – battuta che evitiamo per non uscire dal tema – ci sono le cifre: base d’asta 2.500.000,00 euro. Lavori aggiudicati all’impresa B. Service (sulla quale domani faremo un richiamo storico, avendo scoperto chi ne è stato il fondatore, un nome molto noto e presente nelle cronache giudiziarie degli ultimi anni) per 2.376.734,73 euro.
More solito. Si tratta con ogni probabilità di fondi PNRR, quelli grazie ai quali in Italia si stanno costruendo asili nido che basterebbero a una nazione di 300 milioni di abitanti. Cosa accade puntualmente in provincia di Caserta e, in particolare, in alcune zone dell’agro aversano e del litorale? Accade che un’impresa – solitamente proveniente dai soliti Casal di Principe, San Cipriano, Casapesenna – si aggiudichi l’appalto con un mini ribasso, in questo caso pari al 4,93%.
Ne abbiamo rastrellati a centinaia, ribassi di questo genere, nelle gare d’appalto della provincia di Caserta. Siamo convinti che un meccanismo complesso, messo a punto da menti raffinatissime, da imprese che ormai operano in gruppi chiusi – ciascuna recitando una parte nelle varie gare – con la cortese collaborazione degli uffici tecnici e dei RUP, abbia prodotto un mastodontico danno erariale. Un danno che probabilmente non verrà mai contestato, perché difficilmente contestabile, trattandosi soprattutto di diritto penale.
Castel Volturno, poi, rappresenta una sorta di “eccellenza” in materia, avendo fornito a questo giornale il suo fiore più velenoso da appuntare all’occhiello di una giacca nera, ulteriormente listata a lutto: i famosi 27 milioni di euro della cittadella scolastica. Una gara gestita dall’allora responsabile dell’Ufficio Tecnico, il carinolese Fiorillo, riparato qualche mese dopo nell’ufficio tecnico dell’ex Consorzio Idrico, guidato dal suo compaesano nonché dominus del Comune di Carinola, Pasquale Di Biasio.
In quel caso, un’impresa della scuderia della famiglia Caprio, ormai così nota ai nostri lettori da non richiedere ulteriori presentazioni, si aggiudicò la gara con un ribasso del 3%, sfiorando così i 25 milioni di euro come importo netto su cui realizzare i lavori.
Questa sarebbe un’altra storia. Ma poiché i pm, incidentalmente, hanno fatto riferimento al ribasso che ha determinato l’aggiudicazione della gara del Parco Faber, per noi è stata una tentazione irresistibile tornarne a parlare.
