IL NOME. Carte false al comune per ricevere l’appalto: CONDANNATA imprenditrice

23 Dicembre 2025 - 10:23

Confermata la condanna di 10 mesi, con pena sospesa, alla titolare della D.M. Costruzioni Stefania Ranucci

SPARANISE – La Corte di Cassazione, sezione quinta presieduta dal giudice Luca Pistorelli, ha respinto il ricordo presentato dalla DM Costruzioni Srl, confermando la condanna inflitta alla titolare Stefania Ranucci in primo grado di 10 mesi di reclusione per falso ideologico commesso da un privato in atto pubblico.

I fatti risalgono al 2015 quando la Ranucci aveva falsamente attestato di essere in possesso delle attestazioni necessarie per partecipare alla gara di un affidamento diretto, finito proprio nelle mani della D.M. Costruzioni, per la costruzione di un nuovo tratto fognario, nonostante la società fosse mancante di alcuni contributi previdenziali obbligatori presso l’Inps. A denunciare il fatto fu l’allora consigliere comunale di Sparanise Antonio Merola, il quale aveva riscontrato delle irregolarità nella burocrazia dell’affidamento diretto, quali ad esempio il mancato aggiornamento dell’autocertificazione, al fine di nascondere cause ostative a contrarre con la pubblica amministrazione.

Nell’inchiesta sono finiti anche i due dirigenti del comune di Sparanise, Angelo Manica ed Antonio Cerullo, per il reato di abuso d’ufficio in concorso proprio con la titolare della società inquisita. Tutti e tre, però, sono stati prosciolti dalle accuse e assolti.

In merito alla questione la Cassazione si è espressa in maniera contraria alla società guidata dalla Ranucci perché “l’imputata ha attestato l’adempimento di obblighi contributivi previsti dalla legge invece inevasi al momento della presentazione della domanda ed estinti solo il mese successivo con ciò falsamente rappresentando l’esistenza di una qualità non posseduta”.