Il business delle auto a noleggio, l’ombra del clan dei casalesi: Apicella ‘o bellomm gestore di una srl intestata a prestanome

24 Dicembre 2025 - 09:42

Le indagini avrebbero ricostruito l’avvio del business attraverso una serie di viaggi all’estero, in particolare a Praga con l’obiettivo di acquistare autovetture da destinare al noleggio

CASAL DI PRINCIPE – Non solo estorsioni e traffico di droga. Pasquale Apicella, esponente del clan dei Casalesi – fazione Schiavone, tornato in libertà dopo una detenzione durata oltre vent’anni, avrebbe esteso i propri interessi criminali anche al settore dell’autonoleggio. È quanto emerge dall’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ricostruisce nel dettaglio la presunta gestione occulta di un’attività imprenditoriale formalmente pulita.

Al centro dell’inchiesta c’è la SG Noleggio Srl, società costituita il 13 ottobre 2022 e intestata ufficialmente a Gianluca Sarracino, ma che secondo gli investigatori sarebbe stata in realtà gestita da Apicella insieme a Vincenzo Vitale, con il coinvolgimento operativo di Salvatore Petrillo.

Le indagini avrebbero ricostruito l’avvio del business attraverso una serie di viaggi all’estero, in particolare a Praga, effettuati da Petrillo spesso in compagnia dello stesso Sarracino. L’obiettivo era l’acquisto di autovetture da destinare al noleggio. Un elemento ritenuto particolarmente significativo dagli inquirenti è il fatto che, prima di ogni trasferta, Petrillo e Sarracino si recassero presso l’abitazione di Apicella, indicata come il vero centro decisionale dell’attività, dove si discutevano strategie e andamento degli affari.

In una conversazione intercettata si fa riferimento a un parco auto composto da 12-15 veicoli, dato che confermerebbe la concreta operatività dell’impresa. Altro snodo centrale dell’inchiesta riguarda la consegna periodica di denaro ad Apicella.

Con il passare dei mesi, tuttavia, i rapporti tra i protagonisti del presunto affare si sarebbero deteriorati. Petrillo avrebbe manifestato malcontento per una remunerazione ritenuta insufficiente, arrivando a comunicare la decisione di non occuparsi più dell’attività di noleggio. Una scelta che, secondo gli investigatori, avrebbe fatto emergere in maniera ancora più chiara il ruolo centrale di Apicella, il quale avrebbe reagito duramente, rivendicando il proprio coinvolgimento.

La tensione sarebbe ulteriormente cresciuta quando è stata avanzata l’ipotesi di una vendita della società senza la partecipazione di Apicella e Vitale. L’intero impianto accusatorio si fonda su intercettazioni, riscontri documentali e osservazioni dirette, che per la DDA delineano un quadro di infiltrazione camorristica nell’economia legale, attraverso il controllo occulto di un’attività imprenditoriale.