MEGA COLLETTORE FOGNARIO, archiviata l’indagine: nessuna responsabilità per il sindaco Di Fraia e gli altri amministratori e tecnici coinvolti

2 Gennaio 2026 - 10:49

Chiesta e ottenuta l’archiviazione dell’inchiesta sui lavori del collettore, che aveva coinvolto 12 indagati

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VILLA LITERNO – Nel corso del mese di marzo dell’anno che volge al termine, il Sindaco di Villa Literno, Valerio Di Fraia, unitamente ad altri amministratori dell’epoca, tecnici e vertici dell’impresa affidataria dell’appalto da oltre 11 milioni bandito dall’Ente Idrico Campano, è stato coinvolto in un’indagine svolta dal Nucleo Tutela dell’Ambiente e del Territorio sotto la direzione della Procura della Repubblica del Tribunale di Napoli Nord per presunti abusi, omissioni e illegittimità che sarebbero state perpetrate dagli indagati nell’esecuzione dell’importante opera pubblica di riammodernamento del collettore Foce Regi Lagni.

Nello specifico, si contestava agli amministratori e, in particolare, al Sindaco, l’omessa nomina di un archeologo prima dell’inizio dei lavori di scavo per la sostituzione di un collettore collassato in territorio di Cancello Arnone, in un’area ritenuta dagli inquirenti sottoposta a vincolo archeologico. Una vicenda che ha creato grande clamore mediatico e che, ora che ha preso una piega favorevole per chi è stato coinvolto, merita di essere trattata nella stessa dimensione mediatica, almeno per quanto riguarda la nostra testata.

La notizia dell’indagine e la pendenza del procedimento penale hanno ovviamente costretto il Sindaco Di Fraia a rallentare e sospendere un progetto molto importante per la qualità della vita di numerosi cittadini.

Il Sindaco ha dato mandato per la redazione di un parere a professionisti di fiducia; si avvale dell’assistenza degli avvocati penalisti aversani Filippo e Fabrizio Trofino e conferma quali suoi consulenti, nella redazione del parere pro veritate e nella produzione documentale, gli avvocati Tommaso Castiello e Orsola Petrillo, che da qualche tempo hanno ingaggiato insieme con lui una battaglia sulla tutela degli interessi dell’Ente e dei cittadini liternesi in materia ambientale.

Il duo evidenzia al PM l’insussistenza del reato paesaggistico-ambientale e che alcun abuso edilizio poteva essere ipotizzato. Nessuna personale responsabilità amministrativa e/o giuridica, neppure indiretta, era, a avviso della difesa, ascrivibile a Di Fraia per il comportamento da lui assunto.

Rappresentano che, nel periodo compreso tra il 2021 e il 2025, durante la sindacatura di Valerio Di Fraia, il Comune di Villa Literno aveva: adottato ben 16 ordinanze volte a salvaguardare e tutelare l’ambiente e il territorio; intrapreso azioni giudiziali per la rimozione delle ecoballe dal sito di stoccaggio de Lo Spesso; sottoscritto un “Accordo di collaborazione istituzionale per la rimozione e il trattamento/smaltimento dei rifiuti urbani abbandonati sulle strade provinciali”, stipulato con SMA Campania, volto a bonificare da ogni tipologia di rifiuto la strada provinciale Trentola – Marina di Ischitella in territorio di Villa Literno, con l’erogazione di un finanziamento stimato in circa 1.400.000 euro; avviato attività di bonifica del territorio con un finanziamento di circa 27.000.000 euro; reso possibile l’individuazione del Comune di Villa Literno quale primo comune a beneficiare degli interventi di bonifica da parte del Commissario di Governo, Generale Vadalà.

Il resto è stato esposto con determinazione da Di Fraia, che ha chiesto di essere ascoltato immediatamente, portando con sé tutta la documentazione che, nella fase istruttoria dell’indagine, non era stata, secondo la difesa e a questo punto anche secondo il giudice che ha deciso, sufficientemente valutata dagli inquirenti.

Ha rappresentato quanto documentato, comprovando la linea della sua condotta amministrativa, improntata, a suo dire, all’assoluto rigore e rispetto del principio di legalità, tesa esclusivamente a migliorare le condizioni di vivibilità del territorio amministrato.

Ha evidenziato di aver dato esecuzione a deliberati adottati dall’Ente Idrico Campano, ente di gestione, di un’opera pubblica complessa attesa da oltre 50 anni. Il PM, all’esito dell’audizione personale, ha richiesto l’archiviazione, che ha trovato pieno riscontro nella decisione del GIP.

Al di là della condotta giuridicamente ed eticamente ineccepibile e della soddisfacente decisione giudiziale adottata dalla Procura di Napoli Nord, resta il vivo rammarico per Di Fraia per il silenzio assordante della cronaca provinciale sulla notizia dell’archiviazione, inversamente proporzionale al risalto dato alla pendenza delle indagini. Il riferimento non riguarda Casertace, che, quando apprende informazioni di questo tipo, attribuisce loro lo stesso risalto con cui segue i casi giudiziari emersi.