CAPUA, l’intrigo-rifiuti. Nei documenti giudiziari l’ufficialità della vendita di CZeta da parte del detenuto Ilario e i motivi per cui Villani ha dovuto revocare
7 Gennaio 2026 - 14:26
Lo abbiamo appreso leggendo con molta attenzione i documenti aggiuntivi che la Dda ha depositato al Tribunale del Riesame nel suo ricorso contro le decisioni del gip di non contestare a Nicola Ferraro l’associazione camorristica e, tar le altre cose, di non arrestare Antonio Moraca
CAPUA – (g.g.) Trattando dell’argomento rifiuti al Comune di Capua in occasione della revoca a CZeta dell’appalto abbiamo fatto cenno a quella che era solo un’indiscrezione: la vendita di questa impresa ad opera della famiglia Ilario.
Ricordiamo che dopo questa revoca l’affidamento è ritornato alla base originaria cioè al consorzio Ciclat che se l’era aggiudicato per 15 milioni di euro nell’ottobre del 2023 con conseguente indicazione della CZeta come impresa esecutrice.
Oggi siamo in grado di ufficializzare la notizia della vendita che poi è il motivo formale per cui questa impresa è decaduta a Capua.
Abbiamo ufficialità perché l’apprendiamo dai documenti depositati dal pubblico ministero Maurizio Giordano ancora in funzione di magistrato della Dda in sede di Riesame delle decisioni assunte a suo tempo dal gip di non contestare a Nicola Ferraro il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, di non arrestare il faccendiere capuano Antonio Moraca, di considerare privo di gravi indizi di colpevolezza la contestazione all’ex consigliere regionale Luigi Bosco etc etc.
In sede di interrogatorio è stato lo stesso Ilario a dichiararlo al pm. La vendita di CZeta è avvenuta nel maggio scorso
