SCANDALO 118. “Finto volontario, turni in ambulanza da 24 ore pagati 50 euro l’uno”. La denuncia dell’autista che attacca la Misericordia di Caivano, in servizio all’ASL CASERTA
19 Gennaio 2026 - 21:00
Una segnalazione dettagliata da cui emergono nomi e cognomi. La responsabilità di Amedeo Blasotti, ex dg ASL, nel caos del servizio delle ambulanze è evidente. La OdV Misericordia di Caivano è libera di scriverci, se lo vorrà, per darci una sua versione della vicenda, aprendo così un confronto sul delicato tema dei volontari sulle ambulanze
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CASERTA (luigi v. repola) – Non bisogna far finta di non vedere. In tutta la Campania esistono casi di operatori del 118 che, pur avendo un formale rapporto di volontariato, con le organizzazioni no profit (sic!) che hanno in mano le convenzioni per il trasporto di emergenza dei malati a Caserta e in tutte le Asl della Campania, in verità operano come dei dipendenti, con turni precisi, pagamenti a prezzi infimi, proprio in base al contratto di volontariato, poi sistemati, messi a posto tramite l’utilizzo del contante a nero.
Negare che questa pratica non esista sarebbe offendere l’intelligenza di chi scrive e di chi legge, perché, in tutta onestà, di casi simili ne abbiamo letto, ma ne abbiamo soprattutto ascoltati tanti. Poi, certo, nessuna delle organizzazioni di volontariato coinvolte arriverà mai ad ammettere un modus operandi simile. Ed è ancora più difficile che qualche finto volontario ci metta la faccia, non certo per mancanza di coraggio, ma perché rischierebbe di perdere il lavoro e di farsi terra bruciata attorno. E mai vorremmo vedere un infermiere, un autista immolarsi, rischiando il suo pane quotidiano. Tutto ciò non dovrebbe succedere e basta.
LA DENUNCIA DELL’AUTISTA: 24 ORE DI LAVORO PER 50 EURO
Non possiamo, allora, non apprezzare quando qualcuno decide di alzare la testa, di denunciare, passando per le vie legali, nel modo giusto. Nelle scorse ore ci è arrivato un documento firmato da un uomo, di cui non riveleremo l’identità, di professione autista-soccorritore, che ha presentato una formale richiesta di intervento all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, denunciando la mancanza di riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato e il mancato pagamento di retribuzioni, contributi e altri emolumenti per oltre sei anni di servizio presso la Confraternita di Misericordia di Caivano OdV.
Secondo quanto dichiarato all’ITL, ha svolto attività di autista-soccorritore per l’associazione a partire dal 2015, con turni imposti fino a sei giorni su sette da 12 ore ciascuno. Orari pesanti, pagati come volontario, ma vedremo come lui denuncia la gestione delle sue attività. Addirittura, nel periodo che va dal 2016 al 2020, avrebbe lavorato 15 turni al mese da 24 ore, a giorni alterni.
La retribuzione, secondo la denuncia, era mascherata da “rimborso spese”: 50 euro a turno di 12 ore (circa 4 euro l’ora), versati con assegni circolari solo dopo che l’uomo consegnava scontrini di qualsiasi genere – alimentari, abbigliamento, carburante – per coprire formalmente l’importo. In assenza degli scontrini, non veniva pagato.
La richiesta presentata all’Ispettorato chiede il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato e il pagamento di quanto spettante per il periodo gennaio 2016 – maggio 2022, inclusi TFR, contributi e ogni altro emolumento previsto dalla legge. Il denunciante ha anche fornito i nominativi di testimoni e allegato copia di fogli firma, assegni di pagamento e turnazioni.
LA MISERICORDIA NELLO SCANDALO ASL CASERTA E ANCORA IN SERVIZIO
L’ex autista-soccorritore riferisce di non aver mai goduto di ferie, permessi, malattia retribuita o tutele previdenziali e di essere stato licenziato a sorpresa dopo anni di servizio, anche durante la pandemia, quando sanificava ambulanze, a suo dire in ambienti privi di protezioni adeguate.
L’uomo nella sua missiva all’Ispettorato sottolinea come questa pratica abbia permesso all’associazione di vincere appalti pubblici con la ASL – per importi di circa 40 milioni di euro – grazie a costi della manodopera irrisori, a danno di centinaia di “pseudo volontari” privi di tutele. Ha inoltre indicato come referenti organizzativi Maddalena Fico e Domenico Soriano, mentre i presidenti in carica nel periodo sarebbero stati prima Cuono Puzone e poi Pietro Manna.
Per i lettori più attenti di CasertaCe, chiaramente il nome di Cuono Puzone e quello della Misericordia di Caivano non sono certo nuovi. Nel 2021, infatti, per la gestione illecita, tra gli altri, del servizio 118 all’Asl Caserta vennero arrestate (poi ovviamente scarcerate) diverse persone, tra cui Puzone, all’epoca capo della Misericordia di Caivano.
Non indagato, ma certamente non una bella immagine emergeva da quell’ordinanza rispetto al lavoro del direttore amministrativo, braccio destro di Amedeo Blasotti, ovvero Giuseppe Tarantino che, per i pm della procura di Aversa Napoli Nord, avrebbe richiesto ed ottenuto dalla Misericordia di Caivano l’assunzione di un operatore. Non esattamente un comportamento limpido di chi, al tempo a capo dell’Economato, era colui che dava il via libero al pagamento dei rimborsi alla stessa ODV.
Ma, venendo a fatti recenti, proprio per il servizio 118 affidato lo scorso anno, la procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Pierpaolo Bruni, da tempo conduce un’inchiesta che ipotizza ripetute turbative d’asta, gemmata come una specie di filone connesso in qualche modo alle indagini su Giovanni Zannini e Giorgio Magliocca.
Secondo le accuse, un dirigente del Nolano, un ex vertice aziendale e una direttrice di una unità operativa avrebbero operato per condizionare le procedure. Ulteriori sviluppi, alla fine del 2022, avrebbero fatto emergere un ulteriore caso di turbativa che avrebbe coinvolto una cooperativa sociale e figure legate ad un’associazione di volontariato attiva nel soccorso sanitario nell’area a nord di Napoli.
A DISPOSIZIONE DELLA MISERICORDIA PER LA SUA VERSIONE. LA FOLLE SCELTA DI BLASOTTI
La denuncia di questo autista è circostanziato e siamo certo che l’ITL abbia preso sul serio la segnalazione lanciata dall’uomo. Detto ciò, chiaramente, non possiamo affermare che questo sia avvenuto con assoluta certezza o che sia una modalità che, ad esempio, l’organizzazione di Caivano utilizzi anche nel servizio 118 dell’ASL Caserta.
Ed è per questo che siamo a disposizione della OdV se volesse contribuire a fare luce sulla faccenda, partendo da un presupposto: negare che questa pratica non sia mai esistita, che nessuna organizzazione abbia usato dei volontari come dei dipendenti è qualcosa a cui non possiamo credere. Troppe denunce, inchieste, testimonianze ci dicono il contrario. Ma siamo pronti ad ospitare un confronto sul tema, partendo dalle parole di chi denuncia e di chi, giustamente, difende il suo operato.
Ma a proposito di operato, per noi, il vero responsabile delle tante criticità della sanità casertana è in primis il governatore uscente, Vincenzo De Luca, il quale, bontà sua, ha querelato CasertaCe e il direttore Gianluigi Guarino, “reo” di avergli additato la responsabilità politica della possibile morte di cittadini casertani, dopo l’incredibile blocco di ben 10 ambulanze, inutilizzabili perché costrette a fare da supporto al pronto soccorso intasato dell’ospedale di Caserta (CLICCA E LEGGI L’ARTICOLO DI IERI).
E per un effetto a cascata, la responsabilità dei guai che sta passando il servizio 118 dell’ASL Caserta è da attribuire a chi De Luca ha messo per anni a capo dell’azienda sanitaria, Amedeo Blasotti, indagato dalla DDA nell’inchiesta sugli appalti truccati dal giro di imprenditori guidati da Nicola Ferraro, ex consigliere regionale e condannato per reati di camorra.
Scriviamo ciò perché, alla fine del 2022, con una scelta discutibile dell’ex dg e del suo direttore amministrativo, l’Asl bandì una procedura riservata alle sole Organizzazioni di Volontariato disciplinata dal Codice del Terzo Settore, pagate con rimborso delle spese sostenute per le attività di emergenza 118.
Ovvero, dopo lo scandalo che colpì la Misericordia di Caivano e la ASL Caserta, dopo che fu deciso un cambio di strada, passando dal volontariato a gare d’appalto aperta anche a società classiche, Blasotti ha fatto un passo indietro, rimettendo quali uniche interlocutrice per il servizio ambulanze le associazione senza scopo di lucro.
A nostro avviso una scelta folle, sbagliata, che però fu giustifica dal dg con motivi quasi di moralità, ovvero perché non dovesse esserci guadagno per chi faceva il servizio 118, riaprendo la porta alle dinamiche borderline che da anni, sfortunatamente, girano attorno alla gestione per rimborsi delle attività di trasporto malati in emergenza.
