46enne casertano si finge un ragazzo per farsi mandare foto intime da due 15enni

26 Gennaio 2026 - 16:51

Una delle due giovani dovrà essere ascoltata in aula. L’uomo è accusato di istigazione alla produzione di materiale pedopornografico

CASERTA – Il processo a carico di 46 anni casertano, originario di Santa Maria a Vico, accusato di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, è stato rinviato al prossimo luglio. La decisione è stata presa dal giudice per consentire l’audizione di una delle due persone offese – entrambe minorenni all’epoca dei fatti – che ancora non è stata ascoltata in aula.

Secondo l’accusa, tra il 2017 e il 2020, l’uomo avrebbe adescato su Instagram e altri social network almeno due ragazze minorenni, presentandosi con falsi nomi come “Andrea” o “Alex” e creando un rapporto di dominazione psicologica, noto come “master–slave”. Una delle vittime, – oggi 24enne – si è già costituita parte civile con l’avvocato Riccardo Lottini, chiedendo un risarcimento di 5.000 euro per i danni subiti. Una situazione delicata anche per chi dovrà difendere la posizione dell’uomo, ovvero l’avvocato casertano Orlando Sgambati

Dalle chat recuperate emerge che il 46enne, sfruttando la fragilità emotiva delle giovani – una delle quali vittima di bullismo e con situazioni familiari complicate – avrebbe preteso e ottenuto l’invio ripetuto di foto e video a contenuto sessualmente esplicito, ritraenti le ragazze in atti di autoerotismo. In due occasioni, avrebbe anche incontrato di persona una delle vittime, offrendole cocaina prima di avere rapporti sessuali consenzienti.

La vicenda rientra nel fenomeno della cosiddetta “pornografia domestica”, in cui materiale pedopornografico viene prodotto all’interno di una relazione apparentemente affettiva. Se da un lato la difesa potrebbe tentare di sminuire le accuse, evidenziando il consenso delle vittime, la procura ha sottolineato come la minore età, il tentativo di manipolazione psicologica e l’occultamento della vera identità. Per il pubblico ministero questi comportamenti rappresentano comunque il reato di istigazione alla produzione di materiale pedopornografico.

Il rinvio per l’audizione
Il processo, originariamente calendarizzato, slitta ora a luglio per consentire ai giudici di ascoltare la seconda vittima, anch’essa all’epoca minorenne, il cui racconto potrebbe consolidare l’impianto accusatorio. Nel frattempo, la ragazza oggi 24enne ha già depositato le sue memorie, descrivendo “vergogna” e “sofferenza” per quanto subito, danni che -sostiene – permangono a distanza di anni.