IL NOME. Imprenditore casertano aiutava il clan Belforte con le estorsioni. PERDE 30 MILIONI DI EURO: ORA SONO DELLO STATO

29 Gennaio 2026 - 07:59

CASERTA – La Direzione Investigativa Antimafia, insieme alla Polizia e alla Guardia di Finanza di Caserta, ha portato a termine un’importante operazione di confisca definitiva dei beni di un imprenditore locale, ritenuto vicino alla camorra. L’intervento è stato autorizzato dalla Cassazione e segue un precedente sequestro avvenuto nel 2022.

Si tratta di Clemente Izzo, operante nel settore del cemento e della ristorazione del casertano contiguo all’organizzazione camorristica denominata clan “Belforte”, condannato in via definitiva per aver messo in piedi una strutturata modalità di riscossione del “pizzo” fondato su sovrafatturazioni che camuffavano il prezzo delle estorsioni corrisposto dai taglieggiati per “mettersi a posto”.

L’imprenditore, attivo nei settori del cemento e della ristorazione, era già stato condannato in via definitiva per aver gestito un sistema di estorsioni mascherate da false fatturazioni, con cui imponeva il cosiddetto “pizzo” ad altre attività commerciali.

Grazie al provvedimento, lo Stato si è riappropriato di un ampio patrimonio illecito, stimato in circa trenta milioni di euro. Tra i beni sottratti vi sono aziende, quote societarie, decine di immobili sparsi tra Caserta, Benevento, Salerno e Parma – tra cui case, terreni, capannoni e persino una multiproprietà in Costiera Amalfitana – oltre a conti finanziari e veicoli.