“Ruba i soldi del sindacato”. Infermiere dell’ospedale di CASERTA si salva dalla condanna: c’è la prescrizione. Ma rischia con un risarcimento danni

2 Febbraio 2026 - 15:30

CASERTA – L’origine della vicenda risale all’affissione di volantini denigratori nei reparti dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta e a dichiarazioni offensive, con cui Giuseppe P. accusava una sindacalista, collega e responsabile provinciale del sindacato, di appropriarsi indebitamente dei fondi dell’organizzazione.

Condannato in primo grado per diffamazione, il processo si è però chiuso con la prescrizione del reato, sancito dai giudici della corte di Appe.lo di Napoli. Se da un lato questo significa che Giuseppe P. non subirà conseguenze penali, le disposizioni civili della prima sentenza rimangono pienamente valide. La Corte d’Appello di Napoli ha quindi confermato il diritto della sindacalista al risarcimento dei danni, oltre al riconoscimento delle spese legali per la sua costituzione di parte civile.

La delegata sindacale, difesa dall’avvocato Rosa Piscitelli e dal legale Gennaro Masiello, aveva già avviato un separato giudizio civile per il risarcimento, che era stato sospeso in attesa dell’esito del processo penale. Ora, con il “certificato di passaggio in giudicato” della sentenza penale di Appello, quel processo civile potrà riprendere. La sentenza penale, che ha accertato i fatti diffamatori, seppur conclusasi con la prescrizione del reato, costituirà comunque un punto fermo a suo favore nella causa per risarcimento.

Se il tribunale civile condannerà Giuseppe P. al pagamento dei danni, quest’ultimo potrà comunque fare ricorso, prima in Appello e poi eventualmente in Cassazione, ma solo sulla quantificazione del risarcimento, non più sulla responsabilità per i fatti di diffamazione, ormai accertata in via definitiva.